Rinnovabili e rete: la sfida delle utility

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Wind%20turbine%20light%20bulbLa questione dell’integrazione delle fonti rinnovabili all’interno del sistema elettrico non è un cruccio solo europeo. Oltreoceano, infatti, sono in molti a cercare nuove architetture di rete e modelli di mercato che consentano di integrare la generazione distribuita da Fer e ottimizzarne i benefici in termini di sicurezza, stabilità e costi.

Le prime a dover fare i conti con questa nuova realtà saranno le utility: secondo James Hewett, che guida la Power Generation & Infrastructure Initiative, il settore è “ben conscio della natura perturbatrice propria della generazione distribuita da fonti rinnovabili”. Rendere questi elementi “di disturbo” un’opportunità per le aziende è la mission dell’American Council On Renewable Energy (Acore), la società fondata nel 2001 a Washington DC (Usa) che ha recentemente pubblicato il report “Evolving Business Models for Renewable Energy”. “Building a secure and prosperous American with clean, renewable Energy” (“Costruire un’America sicura e fiorente attraverso un’energia pulita e rinnovabile” è la mission dell’Acore) si prospetta un obiettivo tutt’altro che impossibile secondo l’associazione che, nel documento, prova a tracciare una strada individuando delle best practice come, ad esempio, l’integrazione di tecnologie di generazione Csp (solare a concentrazione) con i veicoli elettrici.

Questo in attesa che lo storage diventi una realtà diffusa e fruibile dal mercato. Un orizzonte non troppo distante, secondo la lobby americana dell’industria del rame (Copper Development Association) che nel documento “Market Evaluation for Energy Storage in the United States” (realizzato da Kema) il mercato  globale dello stoccaggio dovrebbe arrivare, nel giro di un paio di decenni o anche meno, a una taglia di circa 300 GW per un giro d’affari stimato attorno ai 200-600 miliardi di dollari.

In particolare, negli Usa il mercato dello storage potrebbe raggiungere i 2-4 GW entro il 2016 a seguito degli investimenti fatti negli anni passati e delle politiche di promozione del settore che stanno via via emergendo nei diversi Stati. Lo sviluppo nel lungo periodo, però, non dipenderà solo dalla stabilizzazione del quadro normativo e regolatorio ma anche dalla capacità dei fornitori di ridurre i costi.

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Giornalista specializzata nel settore energia, attualmente all'ARERA