Valorizzare l’impegno delle donne che hanno portato avanti battaglie per la tutela del territorio e del diritto alla salute. È questo l’obiettivo del Premio Donne Pace Ambiente Wangari Maathai, il riconoscimento organizzato dall’Associazione A Sud, in collaborazione con la Casa Internazionale delle Donne, che quest’anno è arrivato alla sua settima edizione. Durante la cerimonia di premiazione – che  si è tenuta il 6 marzo a Roma, a ridosso della festa della donna – quattro attiviste, in rappresentanza di altrettante battaglie popolari in corso in Italia contro fattori di rischio ambientali dannosi per l’ambiente e le comunità, sono state insignite dei riconoscimenti. Un premio speciale è andato invece alla Casa Internazionale delle Donne di Roma, a rischio di sfratto da parte del Comune. Una scelta volta ad esprimere sostegno e solidarietà al progetto, che co-promuove e ospita il Premio sin dalla sua prima edizione.  Per il quarto anno consecutivo, inoltre, l’iniziativa ha goduto del patrocinio della Camera dei Deputati.

Premio Terra

Il premio per la sezione “Terra” è andato all’ Osservatorio Popolare Val D’Agri (Basilicata) ed è stato ritirato da Isabella Abate, portavoce dell’Osservatorio. “E’ stato molto importante ricevere questo premio, soprattutto per noi che siamo in una regione molto piccola in cui è più difficile avere della visibilità”, ha spiegato al nostro sito Abate sottolineando come sia fondamentale accendere i riflettori sulla Val d’Agri e sulla questione degli sversamenti analizzando gli impatti negativi dell’inquinamento sulla salute. In questo senso il riconoscimento ha fatto da cassa di risonanza per le battaglie dell’Osservatorio favorendone anche il passaggio sui media. Oltre a questo, ha aggiunto Abate, un altro aspetto positivo legato al premio è la possibilità di facilitare le relazioni e le sinergie con chi deve affrontare le stesse problematiche. “Noi come associazione promuoviamo sul territorio diverse azioni:  facciamo proposte agli amministratori, cerchiamo un modo per arginare questi problemi. Speriamo in futuro di riuscire a collaborare anche con l’Associazione A Sud creando delle sinergie utili al raggiungimento di obiettivi comuni”. (Per approfondire clicca qui

Premio Acqua

Per la sezione “Acqua” il riconoscimento è stato assegnato a Mamme No Pfas per la loro battaglia sulla questione della contaminazione da sostanze perfluoro alchiliche delle falde acquifere del Veneto (Clicca per approfondire). “Noi consideriamo il nostro impegno come un dovere che ci deriva dal fatto di essere mamme impegnate nella difesa della salute,  della vita dei nostri figli e dell’acqua come bene comune. Questo premio per noi è più che altro un incoraggiamento al nostro compito primario che è quello di prenderci cura della vita”, ci ha spiegato Giovanna Del Lago, una delle 13 mamme del gruppo che il 6 marzo ha ritirato il premio a Roma.

Non siamo strutturate come un’associazione o un comitato, siamo un gruppo libero e siamo presenti su tutti i Comuni della zona rossa. Si tratta dei Comuni – identificati da Arpa Veneto – in cui veniva erogata quest’acqua contaminata, 21 realtà tra le province di Vicenza, Padova e Verona. I gruppi delle mamme no pfas sono attivi in tutti i Comuni della zona rossa e ogni gruppo si interfaccia con le realtà locali. Ci coordiniamo con i social per le iniziative comuni”, ha aggiunto Del Lago.

Tra i punti chiave dell’azione del gruppo ci sono la volontà di promuovere un dialogo costruttivo in grado di coinvolgere sul tema tutti i soggetti toccati dal problema. “ll nostro motto è il dialogo, la nostra non è un’azione violenta o polemica. Vogliamo instaurare un dialogo costruttivo con tutti, andiamo a bussare alle porte di tutti, perché crediamo che tutti – gli enti preposti al controllo, le istituzioni, ma anche la Chiesa e i singoli cittadini – possano contribuire ad affrontare il problema. Tutti insieme dobbiamo risolvere la questione”, ha concluso Del Lago.

Premio Fuoco

Serena Fiorentino, membro del gruppo delle Mamme No Tap, ha invece ritirato il premio assegnato nell’ambito della sezione Fuoco. (Vai alla scheda di approfondimento). Abbiamo bisogno di fare rete su queste battaglie, ovvero dare loro un respiro nazionale – ci ha detto Fiorentino –  Il progetto del gasdotto è stato spezzettato in diversi tronconi in modo da spezzettare anche gli impatti, noi da attiviste dobbiamo cercare di ricompattare tutto il progetto e soprattutto ricompattare tutti gli impatti che ne derivano”.

La realtà del presidio è nata un anno fa il 17 marzo, anche se la lotta va avanti dal 2011. Le mamme no tap sono una delle tante componenti del movimento no tap, il nostro focus è l’impatto ambientale e sanitario del progetto del gasdotto per noi e per le future generazioni”, ha aggiunto Fiorentino.

Il premio costituisce inoltre l’occasione per creare attenzione sulle attività del gruppo che sta promuovendo le sue posizioni anche attraverso una carovana itinerante. “Siamo molto grate alle ragazze di A Sud, quello della promozione delle nostre iniziative, è un lavoro che stiamo cercando di fare anche con la carovana- appena terminata-  che è partita da Melendugno ed è arrivata lungo la rete adriatica fino a Minerzio, Crema e Cremona, dove ci saranno gli stoccaggi del gas. Questo proprio perchè volevamo portare lontano la nostra voce e unire le diverse battaglie lungo la rete del gasdotto”, ha spiegato Fiorentino.

Premio Aria

Nella sezione Aria l’associazione ha assegnato il premio a Ilaria Giacomi di “Donne di Rifiutiamoli” che sta portando avanti il presidio presso gli Inceneritori di Colleferro.(Clicca per approfondire) 

Il riconoscimento, ci ha spiegato Giacomi, valorizza “la solidarietà che si crea tra donne, la capacità di creare un coinvolgimento per portare avanti delle battaglie insieme in un contesto di collaborazione e sostegno reciproco”. Un altro elemento chiave è poi quello della divulgazione che le donne sanno declinare in maniera più efficace alternando sapientemente i linguaggi più accessibili a quelli sofisticati nei diversi contesti operativi.

Tra i punti chiave dell’azione del gruppo la volontà di puntare su una gestione del rifiuto circolare e sostenibile che riduca in maniera rilevante l’impatto ambientale e offra degli spunti utili a mostrare le potenzialità anche artistiche dei materiali riciclati. “Noi puntiamo sulla gestione virtuosa dei rifiuti, sul compostaggio domestico, sul riuso delle materie, sul dirottamento di operazioni aziendali su attività sostenibili – ci ha spiegato Giacomi – Si tratta di una questione centrale nel momento storico in cui siamo, un periodo caratterizzato da cambiamenti climatici improvvisi che ci impone di cominciare a invertire i processi in cui si sfruttano solo i materiali senza pensare in modo circolare. Il materiale introdotto negli inceneritori può essere tranquillamente gestito in filiere di riuso: parlo ad esempio di filati sintetici che sono tranquillamente ottenibili da materie riciclate”. In particolare, il contributo specifico delle donne a questo tipo di battaglia si lega anche alla loro creatività, ha sottolineato Giacomi. “Le donne hanno un valore aggiunto, sono in grado di dare vita ad attività produttive che danno valore. Le donne del presidio ad esempio svolgono delle attività artistiche e l’arte io la considero sicuramente qualcosa di positivo ed efficace”.

Per quanto riguarda le strategie di comunicazione, “Donne Rifiutiamoli” ha puntato su passaparola, volantinaggio, passaggi al mercato, tutti strumenti efficaci per affrontare una questione, come quella dell’inceneritore, che è un problema noto alla popolazione locale. I social, invece, sono stati sfruttati più che altro nella comunicazione a lunga distanza.

Premio speciale

Un premio speciale è stato infine assegnato alla Presidente della Casa Internazionale delle Donne Francesca Koch. ”Per noi – ha detto al nostro sito Koch – è stato un onore ricevere questo riconoscimento. Conosciamo bene le amiche dell’Associazione A Sud e abbiamo seguito negli anni questo premio, è stata una sorpresa e un grande onore poterlo ottenere.  Per noi è un’occasione straordinaria di conoscere donne coraggiose, determinate e straordinarie insieme alle loro battaglie per la difesa dell’ambiente della salute delle persone”.

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