Le PMI scelgono il canale web per risparmiare sui costi di energia e gas. È quanto emerge da un’analisi realizzata da Facile.it su un campione di circa 20.000 PMI nel periodo compreso fra settembre 2017 e marzo 2018.

I dati della ricerca

Dai dati rilevati emerge come il numero di aziende che hanno cercato online nuovi contratti di fornitura elettrica sia cresciuto del 47% e addirittura del 48% per il gas. Inoltre, un preventivo su tre è stato fatto attraverso smartphone o supporto mobile, a riprova del crescente interesse per le soluzioni di tipo tecnologico. 

Le spese

Dai dati ufficiali Confcommercio si evince come, ad esempio, per un bar il consumo di kWh annui sia pari a 20.000, una cifra che si riduce a circa 18.000 per un negozio non alimentare. Nel caso di un ristorante il dato si attesta a 35.000 euro, mentre arriva a 75.000 se si tratta di un esercizio commerciale in cui si vendono alimenti. Per quanto riguarda il gas, invece, si parla di valori compresi fra i 1.800 Smc annui di negozi al dettaglio diversi da quelli di alimentari e i 7.000 dei ristoranti.

Risparmio massimo conseguibile

Il portale ha valutato quale potrebbe essere il risparmio massimo conseguibile attraverso le offerte disponibili online. Si è partiti da una stima di consumo di 10.000 kWh per ciò che riguarda l’energia elettrica e di 5.000 Smc per il gas e si è visto che, in base alle offerte disponibili al 12 aprile 2018, per ciascuna PMI le bollette potrebbero alleggerirsi fino ad un massimo, rispettivamente, di 1.334 e 1.021 euro

I vantaggi che provengono dal confronto delle tariffe”, spiega in una nota Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato di Facile.it, “sono stati chiari da subito ai consumatori alle prese con la gestione dei budget familiari, ma di lì a poco anche le PMI hanno capito che rendersi responsabili della scelta del fornitore era il modo migliore per non sprecare denaro e, negli ultimi mesi, il numero di piccole e medie imprese che si rivolge al web per questo tipo di necessità continua ad aumentare con tassi a doppia cifra”.

Le città più attive

Dal report emerge inoltre come le PMI più attive nel cercare online un nuovo fornitore siano state quelle romane, seguite da quelle milanesi e torinesi. L’unica regione che riesce a inserire due capoluoghi nella classifica dei primi 10 è, invece, la Sicilia con Palermo (settima) e Catania (nona).

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