Lombardia, quali i fondamenti del Programma Energetico Ambientale Regionale

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Lobardia Palazzoregione

Nella Regione Lombardia è stato approvato il nuovo Programma Energetico Ambientale Regionale (PEAR). Chiediamo all’Assessore  regionale ad Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile, Claudia Maria Terzi alcuni specifiche sul piano, innanzi tutto: quali sono i capisaldi di questo documento?

Il Pear si fonda sull’assunto che tramite il raggiungimento di un unico principale obiettivo, il risparmio energetico, si possano centrare una serie di obiettivi strettamente connessi e ugualmente fondamentali per lo sviluppo sostenibile della Lombardia: l’obiettivo sulle Fonti Energetiche Rinnovabili, imposto dal Burden sharing nazionale e la riduzione dei gas climalteranti fanno 

parte del Pacchetto Clima Europeo 20-20-20.

Accanto a questi obiettivi in Lombardia è importante lavorare per migliorare la qualità dell’aria e per ridare slancio all’economia lombarda.

Rispetto a quest’ultimo tema quali settori ritenete strategici?

In un’ottica di Green Economy pensiamo che il rilancio di uno dei settori industriale più importanti, quello dell’edilizia, debba passare necessariamente dalla riqualificazione energetica delle nostre città investendo anche nelle filiere industriali che possono dare sostanza alla “green economy”. Infatti la parte consistente dei consumi energetici è imputabile al settore civile (residenziale e terziario), per cui agire sulla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente risulta essenziale.

In Lombardia sono diffuse imprese che lavorano nel campo dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili. A queste imprese vogliamo dare l’occasione di crescere e di avere un mercato da 10 milioni di abitanti aperto e ottimale per gli investimenti.

Ci riassume come il PEAR vuole raggiungere gli obiettivi prefissati?

Il PEAR agisce in quattro ambiti: la leva normativa/regolamentare, la leva della semplificazione amministrativa, la leva finanziaria, la leva di accompagnamento e supporto. Ciascun ambito dovrà fornire un contributo fondamentale.

A livello normativo segnalo l’anticipo al 2016 dell’entrata in vigore delle norme sull’edilizia, introducendo in anticipo sull’intera Italia la normativa sugli nZEB.

Un altro importante tassello normativo è dato dalla definizione delle aree non idonee all’installazione delle fonti energetiche rinnovabili. Tale sezione del PEAR sarà di fondamentale aiuto agli operatori del settore che sapranno dove è meglio prevedere l’installazione di un impianto, evitando le tempistiche lunghe e complesse.

A livello di accompagnamento Regione continuerà a mettere a disposizione di tutti l’ importante patrimonio informativo tramite gli open data. In questo modo intendiamo condividere con operatori del settore, imprese, professionisti e cittadini l’importante mole di dati che raccogliamo quotidianamente e che ci aiuta a descrivere il sistema energetico e anche socio economico della nostra regione. Nel raggiungimento di questi obiettivi un ruolo importante hanno le risorse finanziare messe a disposizione sia dall’Europa, tramite il Fesr (175 milioni di euro) sia dal PSR – Piano di Sviluppo Rurale (50 milioni) fino al 2020.

La Ue che opportunità fornisce alle Regioni? In particolare per la Lombardia quali le possibilità di finanziamento?

I fondi europei attribuiti alla Lombardia sono gestiti tramite il Programma Operativo Regionale (POR). In Lombardia abbiamo deciso di dare piena coerenza e integrazione tra il POR e il PEAR, redigendoli quasi contemporaneamente. Per le azioni dirette in campo energetico dal POR utilizzeremo circa 200 Milioni di Euro, ripartiti su tre temi cardine riguardanti la riqualificazione energetica dell’edilizia pubblica, la realizzazione di reti di illuminazione pubblica intelligente (multiservizi) e per lo sviluppo della mobilità elettrica. Su queste linee nei prossimi mesi partiranno dei Bandi dedicati agli enti locali.

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