Gli effetti del disastro nucleare di Fukushima si sarebbero fatti sentire anche sui vini  ottenuti dalle coltivazioni californiane della Napa Valley, seppur senza alcuna conseguenza per la salute. A dirlo, come si legge sul sito Science alert, sono le rilevazioni coordinate dal fisico sperimentale francese Michael Pravikoff del Centre d’Études Nucléaires di Bordeaux-Gradignan che ha analizzato una serie di bottiglie di (Cabernet Sauvignon). In particolare dalle analisi sono emerse “deboli” tracce dell’isotopo radioattivo Cesio-137, una quantità che non rappresenta in alcuno modo, spiegano i ricercatori, un rischio per la salute umana.

Cesio e fissione nucleare

Il cesio-137, si legge nell’articolo che fa riferimento alla ricerca, non è un isotopo presente in natura, ma si produce solo a seguito della reazione di fissione nucleare. Gli studiosi hanno potuto riscontrare la presenza di questa molecola analizzando le bottiglie chiuse di vino tramite la tecnica della spettroscopia gamma.

Vino in forno a 500C°

Attraverso la tecnica della spettroscopia le quantità  di cesio -137 rilevate erano irrisorie. Tuttavia cambiando metodo i risultati sono diventati più rilevanti, anche se ancora una volta va ribadito che i dati sono solo di interesse scientifico e non costituiscono in nessun modo una fonte di rischio per la salute. I ricercatori hanno riscaldato il vino a 500 C° trasformando la bottiglia in cenere. In questo modo si è visto che la quantità di cesio è raddoppiata rispetto al periodo precedente al disastro di Fukushima. Un risultato, che sebbene non deve assolutamente destare allarmismi dal punto di vista della tutela della salute, risulta comunque interessante dal punto di vista della ricerca scientifica.

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