Il consiglio direttivo della Commissione nazionale italiana per l’Unesco ha confermato, il 24 gennaio, la candidatura delle Alpi Marittime a diventare patrimonio mondiale dell’umanità. Entro giugno l’esito della proposta che vede l’Italia capofila insieme alla Francia e al Principato di Monaco.

La Commissione, inoltre, ha accolto con favore anche la richiesta del Ministero dell’Ambiente di dare il via a un procedimento per estendere il sito Unesco delle faggete vetust ealle foreste del Cansiglio, dei parchi nazionali del Pollino, dell’Aspromonte e del Gargano, per citarne alcune.

Ricevuto il parere negativo dell’Unione internazionale per la conservazione della natura, organo di valutazione del Comitato del patrimonio mondiale competente per i siti naturali, la Commissione ha soprasseduto sulla candidatura degli ecosistemi forestali della Sila per l’iscrizione come sito naturale alla Lista del Patrimonio Mondiale. L’Uicn ha motivato la scelta ricordando il riconoscimento nel 2014 quale Riserva della Biosfera Unesco.

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“L’Italia è orgogliosa di avere un patrimonio naturale e una ricchezza di biodiversità che il mondo ci invidia”, ha commentato in una nota il ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Difatti, il Paese detiene il record mondiale per il numero di siti patrimonio dell’umanità: 54 in totale di cui 49 siti culturali, 7 paesaggi culturali e 5 siti naturali. L’ultimo in ordine cronologico nel 2018 la città industriale di Ivrea. “Stiamo ulteriormente arricchendo il quadro dei siti Patrimonio Mondiale dell’Umanità, riconoscimenti che aiutano a promuovere il territorio, la microeconomia locale e l’ecoturismo”, ha concluso il capo di dicastero.

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