Nell’ultimo decennio a causa degli incendi sono stati distrutti 684mila ettari di alberi con 1 bosco su 5 bruciato nella stagione record del 2017. E’ la fotografia scattata dai dati Effis elaborati da Coldiretti che, oggi, in occasione della Giornata Internazionale delle Foreste punta i riflettori su una problematica che sta diventando sempre più rilevante.

A bruciare – sottolinea in una nota la Coldiretti – è stata un’area grande come 5 volte quella di Roma, 38 volte la città di Milano, 58 volte quella di Napoli oppure 67 volte la superficie di Firenze. Il picco si è registrato con i 141mila ettari in fiamme del 2017, la peggior stagione del decennio che ha contato il triplo dei boschi colpiti rispetto all’anno prima”. 

“I roghi – aggiunge l’associazione hanno provocato ferite enormi alle quali serviranno almeno 15 anni prima di rimarginarsi, mentre il fatto che negli ultimi 20 anni in montagna si sia persa la metà delle attività agricole ha provocato lo sviluppo di una giungla incontrollata dove i piromani hanno mano libera”.

Il nuovo Testo Unico Forestale

Una serie di strumenti per affrontare la questione sono contenuti nel nuovo Testo Unico forestale approvato recentemente. Un provvedimento, spiega Coldiretti, con il quale si riconosce che solo i boschi gestiti in modo sostenibile contribuiscono a favorire la prevenzione dagli incendi, dalle frane e da alluvioni o l’assorbimento del carbonio, facilitando le attività ricreative e il benessere psicofisico, con la possibilità di creare fino a 35 mila nuovi posti di lavoro. Secondo l’associazione la norma adotta strumenti adeguati per regolamentare la gestione del patrimonio forestale (i piani forestali territoriali, di indirizzo, e aziendali) compatibilmente con la conservazione della natura e in un contesto che facilita la gestione di boschi abbandonati dai proprietari.

Il paradosso dell’Italia

Il nuovo Testo Unico forestale espleterà un’altra importante funzione. Secondo Coldiretti consentirà infatti di intervenire su una situazione che vede il nostro Paese importare circa l’80% del legno da altri Paesi nonostante abbia a disposizione un’estensione di 10,9 milioni di ettari di foreste e utilizzi solo il 25% di nuova superficie boschiva. Una situazione che, secondo Coldiretti, “offre ampi margini per ridurre la dipendenza dall’estero senza intaccare il patrimonio nazionale e rimediare a un paradosso che vede oggi l’industria italiana del legno leader in Europa, ma con legna che arriva da altri Paesi vicini come Austria, Francia, Svizzera e Germania”.

I boschi italiani? Uno strumento di sviluppo per le aree rurali e di montagna

“I boschi italiani, se valorizzati con pratiche di gestione sostenibile, possono rappresentare un fondamentale strumento di investimento nella crescita dell’indotto produttivo ad esso collegato, garantendo così lo sviluppo socio-economico delle aree marginali, rurali e di montagna”, ha affermato il Presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, sottolineando che “dopo l’entrata in vigore dei decreti attuativi del Testo Unico ci saranno tutte le condizioni per trasformare i rischi in grandi opportunità per la ripresa di un Paese che ha fatto della sostenibilità ambientale un valore aggiunto del Made in Italy”.

In Veneto un convegno dedicato al potenziale delle foreste

E proprio il Testo Unico Forestale sarà uno dei tanti argomenti al centro di un convegno promosso da Veneto Agricoltura, d’intesa con Regione, Università di Padova, Eustafor e Crea. Nel corso dell’incontro, che vedrà al centro le potenzialità del patrimonio forestale veneto, pari a circa 465.000 ettari, interverranno esperti e tecnici che parleranno delle politiche forestali in atto in Europa, Italia e Veneto con un’analisi delle ricadute delle misure specifiche previste dal Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020. Nell’ambito dell’evento si terrà inoltre una tavola rotonda che proporrà un confronto con i rappresentanti degli operatori della filiera foresta-legno-energia. Dal pomeriggio di venerdì fino a domenica sarà poi possibile visitare la 39ma edizione di Agrimont. 

Foreste, protagoniste del progetto #Sciuker4Planet

In occasione della Giornata Internazionale delle Foreste anche l’azienda di infissi Sciuker è scesa in campo per tutelare questa risorsa e ha lanciato il progetto #Sciuker4Planet. Si tratta di un’iniziativa attraverso la quale il gruppo intende aumentare il numero delle foreste urbane e neutralizzare, in questo modo, le emissioni di anidride carbonica. In particolare, il primo step del progetto è stato compiuto a Milano Parco Nord. Qui, grazie alla collaborazione con l’ente no profit Rete Clima sono stati messi a dimora i primi alberi autoctoni: frassini, querce, ciliegi e altri arbusti, arrivati da vivai della Lombardia.

Questo è solo il primo step – ha spiegato in una nota Marco Cipriano, General Manager di Sciuker – In Sciuker poniamo da sempre grande attenzione alla sostenibilità e alla responsabilità sociale d’impresa. Con questo progetto, in collaborazione con i nostri partner, vogliamo fare qualcosa in più, contribuendo in modo tangibile al miglioramento del Pianeta con nuovo ossigeno. Nel corso dei prossimi mesi nuovi polmoni verdi nasceranno in altre città d’Italia”. A partire dal 2018 il progetto #Sciuker4Planet punta infatti a neutralizzare 1.000.000 di kg di CO2.

Adottare un albero

Nell’ambito dell’iniziataiva chi aderirà potrà adottare un albero e ricevere un codice personale attraverso il quale, dal sito dell’azienda (4planet.sciuker.it), potrà monitorarne la crescita, facendosi un’idea della quantità di anidride carbonica compensata.

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