Rete Da Pesca E1519748771561Lo sviluppo di filiere di pesca sostenibili. La promozione di una politica di diversificazione dei metodi di pesca. La lotta alla pesca illegale. L’impegno per ridurre la pesca accidentale. Sono questi gli ambiti di azione in cui ha agito Bolton Food (Rio Mare) per promuovere sostenibilità ambientale nelle sue attività. Un approccio che si è tradotto concretamente nei risultati del Rapporto Socio-Ambientale “La Giusta Rotta” in cui l’azienda ha illustrato i traguardi raggiunti nel quadriennio 2014-2017 dalla Divisione Conserve Ittiche e i pilastri della sua strategia green.

Filiere di pesca sostenibili

Per quanto riguarda la gestione della filiera della pesca, il gruppo sta mettendo in atto, con il supporto del WWF e del suo partner strategico Tri Marine, iniziative multi-stakeholder volte a migliorare le diverse pratiche. Nello specifico si punta ad avere, entro il 2024, il 100% del tonno pescato da fishery certificate MSC (Marine Stewardship Council) o coinvolte in progetti di miglioramento della pesca credibili. Il dato per il 2017 è già del 52,4% su questo fronte.

Inoltre, entro il 2024 il 100% delle altre specie di pesce utilizzate (salmone, sgombri e sardine) proverranno da attività di pesca certificate MSC o ASC (Aquaculture Stewardship Council) o da progetti di miglioramento delle aree di pesca (FIP) o dell’acquacoltura (Aquaculture Improvement Projects – AIPs). Attualmente già l’81% dello sgombro viene da filiere di pesca certificate MSC.

Metodi di pesca sostenibili

Per quanto riguarda i metodi di pesca, Bolton food punta entro il 2020 ad avere il 50% del tonno pescato con i metodi di pesca più selettivi, caratterizzati da un basso livello di pesca accidentale (attualmente è il 28%). Entro la stessa data si vuole anche arrivare ad avere il restante 50% del tonno pescato da barche da pesca con reti a circuizione che adottano misure per la gestione dei FAD (Fish Aggregating Device).

Tracciabilità

Un altro elemento su cui punta l’azienda è la tracciabilità del pesce. Tra le misure adottate c’è ad esempio la scelta di garantire che tutte le grandi navi da pesca con reti a circuizione che approvvigionano Bolton Food (Rio Mare) sono registrate nel PVR (Proactive Vessel Register).Si tratta nello specifico di un registro pubblico, verificato da parte terza, che assicura la presenza di buone prassi, come la formazione dei capitani sulla pesca sostenibile, la presenza di osservatori a bordo per il monitoraggio delle operazioni di pesca e l’utilizzo di Non-entangling FAD.

Fare impresa significa anche tutelare il pianeta

Fare impresa nel mondo di oggi significa farsi carico con responsabilità delle filiere, per migliorare il mondo e il pianeta dove noi e i nostri figli viviamo – afferma in una nota Giuseppe Morici, CEO di Bolton Food – essere leader significa tracciare questa strada per il futuro”.

Ispirare anche altre società

Il WWF sta lavorando con Bolton Food per migliorare la sostenibilità delle loro attività di pesca, lungo tutta la catena di fornitura e per guidare cambiamenti necessari a proteggere gli oceani – spiega in nota Isabella Pratesi, Direttore Conservazione di WWF Italia – La partnership con Bolton Food – in quanto leader europeo nel mercato del tonno in scatola – è cruciale per cambiare il modo in cui il tonno è pescato e influenzare i criteri con cui operano le aziende del settore ittico. Condividendo le migliori pratiche, miriamo ad ispirare altre società di prodotti ittici a intraprendere la strada verso la sostenibilità contribuendo così a una pesca ben gestita e a oceani sani”.

Un lungo e serio processo

Accogliamo con soddisfazione gli impegni annunciati oggi da Bolton Food. La decisione di spostare le proprie produzioni verso i metodi di pesca più sostenibili e imporre limiti all’utilizzo di FAD sui pescherecci da cui si approvvigionano è il risultato di un lungo e serio processo che Greenpeace ha seguito da vicino. Prendendo impegni ambiziosi l’Azienda ha dimostrato di essere un vero leader del mercato del tonno. Siamo sicuri che le sue politiche stimoleranno un vero e proprio cambiamento del settore verso approvvigionamenti più sostenibili e socialmente responsabili”, commenta nella nota Giorgia Monti, Responsabile della campagna mare di Greenpeace Italia.

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