Il mese scorso un team di scienziati della National Oceanic and Atmosferic Administration (NOAA) negli Stati Uniti ha rilevato un consistente aumento dei valori di clorofluorocarburi CFC 11 in atmosfera. Il dato ha destato stupore negli studiosi perché con l’introduzione del Protocollo di Montreal del 1987 si è stabilito a livello globale di porre fine all’utilizzo di questa sostanza chimica inquinante responsabile della riduzione del buco dell’ozono. All’argomento ha dedicato un’inchiesta il New York Times che ha ipotizzato una possibile responsabilità di alcune aziende situate in Cina. (Clicca qui per leggere l’inchiesta del New York Times)

L’ipotesi

L’ipotesi, spiega l’inchiesta, è che il CFC-11 potrebbe essere stato usato per produrre isolanti in schiuma per frigoriferi ed edifici in modo più economico nonostante i divieti.

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