Per cercare di ridurre le emissioni di carbonio dell’industria del cemento del 25% entro il 2050 è necessario mettere in atto una strategia che sappia combinare in maniera proficua l’adozione di tecnologie performanti e la messa in atto di politiche volte a introdurre sostenibilità nel settore. E’ quanto spiega la IEA (International Energy Agency) in un nuovo rapporto realizzato insieme alla Cement Sustainability Initiative (CSI).

Qualche dato

Il comparto del cemento ricopre il 7% dei consumi globali di energia, collocandosi al terzo posto tra i più grandi consumatori di energia e al secondo posto per emissioni di CO2 a livello globale. Dati allarmanti, se si pensa che l’urbanizzazione è in continua crescita, un fenomeno che porterà a un incremento della produzione di cemento dal 12 al 23% nel 2050.

Due scenari

Lo studio della IEA ha realizzato due ipotesi: una di base che tiene conto degli impegni esistenti in materia di energia e clima, previsti dall’Accordo di Parigi nell’ambito dello scenario tecnologico di riferimento attuale (RTS) e una in cui si considerano investimenti tecnologici più consistenti. Nel primo caso, nonostante un potenziamento dell’efficienza energetica, si verificherebbe un incremento del 4% delle emissioni globali legate all’industria del cemento entro il 2050. Questo fa capire come per il secondo scenario più sfidante in termini di obiettivi da raggiungere sia indispensabile un quadro normativo di supporto e investimenti efficaci, che dovrebbero raddoppiare rispetto al valore richiesto dal primo scenario. In quest’ottica, solo attraverso una collaborazione proficua tra governi e mondo dell’industria si potrebbe cercare di gestire la questione delle emissioni. 

CSI- Cement Sustainibility iniziative

Per rispondere a queste esigenze di sostenibilità nel comparto è stata promossa dal World Business Council For Sustainable Development (WBCSD) la Cement Sustainibility Initiative. Si tratta di un’iniziativa globale, che riunisce attualmente 24 importanti produttori di cemento provenienti da più di 100 Paesi, industrie che hanno integrato lo sviluppo sostenibile nelle loro strategie e operazioni commerciali.

L’industria del cemento è una parte importante dell’economia globale, ma anche un’importante fonte di domanda energetica globale e emissioni di carbonio. È quindi essenziale che i decisori politici e l’industria lavorino insieme per garantire che vengano adottate le migliori pratiche che pongono l’industria in un percorso sostenibile a lungo termine, che sia compatibile con i nostri obiettivi climatici a lungo termine”, afferma sul sito della IEA Fatih Birol, Direttore esecutivo della IEA.

“Il CSI sottolinea sul sito Philippe Fonta, Managing Director del CSI – è felice e orgoglioso di aver sviluppato questo aggiornamento della roadmap in collaborazione con la IEA. Il primo progetto, svolto nel 2009, ha dimostrato il suo valore aggiunto per aiutare il settore a identificare soluzioni e fattori abilitanti per ridurre le emissioni di CO2. È stato inoltre essenziale adeguare questa proiezione con i dati più recenti sulle emissioni robuste dal database GNR (Getting The Numbers) del CSI e il potenziale delle ultime tecnologie sviluppate dall’European Cement Research Academy (ECRA)”.

La tabella di marcia

La tabella di marcia delineata per introdurre sostenibilità nel settore del cemento deve prevedere il miglioramento dell’efficienza energetica e il passaggio a combustibili alternativi, oltre a una riduzione del contenuto di clinker nel processo di produzione e l’uso di tecnologie innovative come la cattura del carbonio. Ulteriori vantaggi possono venire dall’ottimizzazione dell’uso del calcestruzzo nelle costruzioni, con l’obiettivo di massimizzare la durata della progettazione di edifici e infrastrutture. 

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