Blue Energy: è il mare la nuova fonte pulita

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Ocean Energy LrgOttomila chilometri di coste possono rappresentare una risorsa energetica per l’Italia. Come? Attraverso quella che in tutto il mondo è conosciuta con il nome di Wave Energy  e che la Commissione Ue ha ribattezzato Blue Energy.
“L’elaborazione di una strategia in grado di stimolare l’energia blu – ha dichiarato il commissario Enea, Giovanni Lelli, in apertura del convegno organizzato mercoledì a Roma dall’agenzia –  è uno degli obiettivi per il rilancio dell’economia e dell’occupazione in Europa. Produrre energia sfruttando tecnologie avanzate che utilizzino in maniera sostenibile le risorse marine richiede lo sviluppo di sinergie tra mondo delle imprese e centri di ricerca. Anche grazie alla realizzazione e alla commercializzazione di nuovi dispositivi in questo campo, l’Italia potrà concorrere a ridurre la dipendenza dell’Europa dalle fonti fossili e a salvaguardare l’ecosistema del Mediterraneo, che è uno più fragili del Pianeta”.
Non si tratta di un’utopia ma di una realtà industriale nemmeno troppo lontana nel tempo: secondo i dati della “European Ocean Energy Association”, nel Vecchio Continente i dispositivi per la conversione dell’energia dal mare raggiungeranno una potenza installata di circa 3,6 GW entro il 2020 e 188 GW entro il 2050.
“Ormai il settore è maturo e siamo prossimi alla commercializzazione dell’energia prodotta” ha spiegato Gianmaria Sannino dell’Enea.

http://youtu.be/Dqk1nAiUB2E

 Una tecnologia in cui crede anche il più grande player italiano nel settore delle rinnovabili, Enel Green Power che, insieme al suo partner tecnologico 40South Energy, ha dato vita alla prima macchina ideata in Italia per produrre energia elettrica sfruttando le onde marine (R115). Una volta a regime, i generatori R115 saranno in grado di produrre ciascuno circa 220mila kWh all’anno, sufficienti a soddisfare i consumi di oltre 80 famiglie. “La strada da fare è ancora lunga – ha spiegato Carlo Papa di Egp – il settore deve lavorare per sviluppare macchine affidabili e attente all’ambiente. Credo che dalla learning curve delle rinnovabili ‘classiche’ (eolico, fotovoltaico) possiamo trarre un insegnamento importante: non lasciare sul tavolo le tecnologie permettendo a player stranieri di svilupparle per poi comprarle dall’estero”.

Ma l’energia blu per crescere deve ancora superare una serie di ostacoli: costi tecnologici elevati, difficile accesso ai finanziamenti, iter autorizzativi, incognite ambientali e, non ultimi, i problemi infrastrutturali.

“Dobbiamo smettere di pensare alle nuove tecnologie di generazione da rinnovabili come progetti futuribili – ha detto Enrico Maria Carlini di Terna – e dobbiamo iniziare a progettarle sin da ora in armonia con la rete. Ci sono delle regole che vanno rispettate per garantire stabilità e sicurezza”. E’ necessario, quindi, pianificare da subito lo sviluppo e l’integrazione delle rinnovabili perché, avverte Carlini, la rete ha una costante di tempo diversa rispetto alle tecnologie di produzione.

Un ruolo importante, in questo contesto, lo svolgeranno anche i centri di ricerca e le Università.
Non è un caso che al convegno organizzato dall’Enea, insieme a Gse e Rse, fossero presenti diversi soggetti attivi in questo settore: il Politecnico di Torino, l’Istituto per l’Ambiente Marino Costiero e l’Istituto Nazionale per Studi ed Esperienze di Architettura Navale (che da alcuni anni sono sotto il cappello del Cnr) nonché molti ricercatori dell’agenzia stessa.

Il messaggio, per tutti, è lo stesso: è urgente superare l’attitudine divergente che il settore delle rinnovabili mostra in maniera insistente e iniziare a mettere a sistema le ricerche in modo da creare una rete nazionale forte che sappia vincere questa partita, evitando di ripetere gli errori fatti a fine anni Settanta con il fotovoltaico.
L’interesse per l’energia marina, spiega Maria Cristina Tommasino dell’Enea, non è solo italiano e in Europa diversi Paesi hanno presentato i propri progetti al Knowledge Centre Energy Research (Erkc), il portale web europeo di ricerca energetica.

http://youtu.be/kw_B2PSuLNc

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Giornalista specializzata nel settore energia, attualmente all'ARERA