Scegliere il biodiesel come carburante può “fare la differenza” nella lotta al cambiamento climatico. E’ quanto sostiene ASSITOL, l’Associazione italiana dell’industria olearia, che ha commentato le recenti indicazioni dell’Agenzia Internazionale per l’Energia in base alle quali viene menzionata l’importanza di promuovere le fonti rinnovabili e il biodiesel nei trasporti.

Si potrebbe arrivare al 34% di FER

Secondo i calcoli dell’Agenzia grazie all’accelerazione tecnologica degli ultimi anni, le fonti rinnovabili possono arrivare a coprire almeno il 34% del fabbisogno energetico europeo”, spiega in una nota Alastair Fraser di Assitol riferendosi alla possibilità menzionata dalla IEA di superare l’obiettivo del 27%, fissato dalla UE entro il 2030. L’Agenzia, in particolare, considera l’impiego dei biocarburanti di prima generazione e, in particolare del biodiesel nei trasporti, come una delle opzioni più efficaci per promuovere il risparmio energetico. Una posizione che secondo l’associazione suffraga il ruolo centrale del biodiesel come carburante sostenibile. 

La proposta di Assitol

La proposta di Assitol è in particolare quella di innalzare l’obiettivo complessivo del 27%. “Proponiamo di rivedere verso l’alto l’obiettivo complessivo del 27% – afferma il presidente del Gruppo Biodiesel di ASSITOL – riposizionando la quota minima di rinnovabili al 35%”. Un aqproccio simile deve essere adottato soprattutto nei trasporti, anche in quelli pesanti. “Se davvero si punta adecarbonizzare’ la mobilità, in città e non solo – aggiunge il presidente Fraser – la quota di biodiesel per il 2020 dovrà attestarsi al 10%, per poi approdare almeno al 14% nel 2030”.

Due studi a sostegno del biodiesel

A suffragare tale proposta, secondo l’associazione, ci sono due recenti studi, condotti da società specializzate. In queste ricerche viene dimostrata la valenza ecologica dei veicoli che sfruttano diesel di ultima generazione, quindi con l’aggiunta di biodiesel, rispetto all’auto elettrica, che viene spesso indicata come una delle principali opzioni per ridurre l’impatto ambientale nel trasporto.

In particolare, spiega Assitol,  nella prima ricerca realizzata da Ricardo, centro di ricerca nel campo dell’automotive sono state testate le performance delle automobili Euro6d. Ci si è focalizzati sulla verifica del rispetto dei limiti relativi alle emissioni inquinanti (PM e NOx) e si è riusciti a dimostrare che questa tipologia di auto, in condizioni normali di guida, resta ben al di sotto dei limiti europei.

Nella ricerca di Aeris – Europe, azienda specializzata in modellistica atmosferica, è stata invece presa in esame la qualità dell’aria realizzando due scenari possibili, tra il 2025 ed il 2030, in numerose città dell’Europa. In un caso veniva analizzato un parco auto composto da veicoli diesel Euro 6d, in un altro un parco auto fatto di automobili elettriche a zero emissioni. A sorpresa  lo studio ha rilevato che nel 99% dei casi, la sostituzione completa del parco auto, che si trattasse di diesel o di energia elettrica, ha registrato identici valori per quanto riguarda la qualità dell’aria.

Modernizzare il parco auto e i mezzi pubblici

La mobilità cittadina – afferma Fraser – va ripensata anche attraverso la progressiva modernizzazione del parco auto e dei mezzi pubblici. Già oggi, il motore a biodiesel è più sostenibile ed efficiente di altre soluzioni, poiché sfrutta più del 50% del potere energetico del carburante, contro il 30% di quello tradizionale a benzina”.

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