Sono 6.600 gli impianti industriali AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) e Seveso sotto controllo in Italia, presso i quali sono state condotte 2.600 visite ispettive e 5.840 attività di campionamento. Questi i dati, relativi al 2016, risultati dai controlli statali e regionali del II Rapporto Controlli Ambientali AIA/Seveso – Edizione 2017, effettuati dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), che hanno rilevato anche 1.350 non conformità, corrispondenti cioè al mancato rispetto delle prescrizioni riportate nei decreti AIA.
Il report, consultabile sul sito dell’ISPRA a partire da marzo e in presentazione il prossimo mese di aprile, è il risultato di una complessa attività di raccolta, analisi ed elaborazione di dati di sistema, coordinata dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale, con l’obiettivo di garantire l’armonizzazione delle informazioni a livello nazionale e la loro divulgazione.
Il numero dei controlli da eseguire nell’anno, ci ha spiegato Francesca Minniti, coordinatore per ISPRA, “viene definito da una programmazione, che si basa su una valutazione della criticità dei vari impianti in Italia e sulla frequenza di controllo indicata nelle specifiche autorizzazioni”.

Impianti AIA e Seveso, le differenze nelle verifiche ispettive

Le visite condotte presso le installazioni in AIA, nel 2016, sono state oltre 2.400, di cui 2.315 su impianti regionali e 87 in strutture statali, dati che si avvicinano a quelli del 2015.

A livello regionale, le verifiche ispettive sono stabilite secondo criteri di priorità, anche attraverso l’utilizzo di software dedicati come il sistema SSPC (Sistema di Supporto alla Programmazione dei Controlli), che calcola le criticità relative ad ogni specifico impianto ed il conseguente ordine di precedenza nei controlli. Gli impianti di competenza statale sono anch’essi soggetti a una programmazione, e il competente per il loro controllo è ISPRA, che per questo si serve delle agenzie territorialmente competenti.

Le strutture di competenza regionale sono di diverse tipologie: possono riguardare attività energetiche, o essere impianti di produzione e trasformazione metalli, industria di produzione minerali, impianti di gestione rifiuti, impianti chimici al di sotto di una certa capacità produttiva, e anche impianti quali allevamenti, cartiere, tessili.

Le installazioni statali sono invece rappresentate per la maggior parte da centrali termoelettriche (82, il 55% del totale), seguite dagli impianti chimici (31) e le raffinerie (15). In generale, nel 2016, le ispezioni di competenza statale hanno coinvolto il 49% delle centrali termoelettriche presenti sul territorio nazionale, il 58% degli impianti chimici, l’86% delle raffinerie e il 27% degli impianti SNAM. Nel complesso, è stato garantito lo svolgimento dell’85% della programmazione annuale.

Aumentati, invece, i controlli sugli stabilimenti Seveso, il cui inventario è predisposto ed aggiornato da ISPRA, che si distinguono in impianti di soglia superiore e inferiore. I primi, 540 in Italia nel 2016, sono a rischio maggiore perché gestiscono sostanze pericolose in maggiore quantità e hanno registrato 155 tra controlli ordinari e straordinari, rispetto ai 19 del 2015. L’incremento è dovuto, secondo Minniti, “alla nuova normativa Seveso, che ha dato una svolta sulla pianificazione e programmazione delle ispezioni, ma anche ha ridotto gli oneri aumentando le risorse finanziarie”.

Le verifiche su impianti di soglia inferiore (513), sono invece calate, con 50 ispezioni a fronte delle 64 dell’anno precedente. Secondo Minniti, il calo potrebbe essere dovuto al fatto che “alcune Regioni potrebbero non aver ancora recepito le nuove norme”.
L’art. 29 “decies”, prosegue la rappresentante di ISPRA, “che recepisce una direttiva IED, prevede negli impianti più critici almeno un controllo all’anno, mentre per gli altri anche uno ogni 3 anni. Le strutture che hanno ricevuto non conformità, anche importanti, si dovrebbero controllare ogni 6 mesi”.
L’inventario degli stabilimenti Seveso dovrebbe però essere aggiornato a breve, in risposta alla nuova normativa Seveso.

I dati 2017 e 2018

Per il 2017 sono al momento disponibili solo il numero di controlli su impianti AIA statali e su stabilimenti Seveso di sogli superiore. Su 85 verifiche programmate su impianti AIA statali, ne sono state fatte 78, con prevalenza di azioni nel Sud del Paese. Per le Seveso, invece, ISPRA ha preso parte a 25 controlli.
Infine, nel 2018, sono state programmate ispezioni ambientali AIA su 108 impianti statali, di cui 16 ne sono già state effettuate al 15 marzo. Nella seconda metà di marzo ne sono previste altre 2 in Puglia. Per le ispezioni sugli impianti ad alto rischio, ISPRA ha programmato per quest’anno verifiche Seveso su 84 impianti. Al 15 Marzo ne sono state effettuate 17 e nella seconda metà di Marzo ne sono previste altre 3, 2 in Umbria e 1 in Calabria.

Print Friendly, PDF & Email
Tutti i diritti riservati. E' vietata la diffusione
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.