Educare i ragazzi all’uso abituale dell’automobile condivisa ed elettrica disincentivando il possesso di un bene inquinante e poco utilizzato. Questa l’anima del servizio di car sharing elettrico e-go siglato tra l’Università degli studi di Roma Tre ed Enel. Pensato per servire 30.000 utenti potenziali, il servizio è partito con i dipartimenti di Giurisprudenza, Lettere, Ingegneria ed Economia e “a un anno dal lancio del servizio, con app dedicata, abbiamo raggiunto i 300 iscritti pari all’1% della popolazione studentesca”, ci spiega il Prof. Stefano Carrese, responsabile del progetto.

Il costo è di 0,20 €/l’ora per la Renault Twizy e di 0,23 €/l’ora per la Zoe e il noleggio parte 30 minuti dopo la prenotazione da app. Da poco sono anche disponibili tariffe “open night” e “over week end” per ricaricare il mezzo di notte e il sabato e la domenica: “Permettiamo agli studenti di usare il veicolo elettrico sia di notte che durante il week end, a prezzi più convenienti rispetto alla tariffa oraria”, precisa Carrese.

e-go
Area di copertura del servizio e-go a Roma

I veicoli sono ricaricati presso le colonnine Enel, ma i costi legati all’energia e alla manutenzione sono a carico dell’Università. “Nel car sharing il peso maggiore in termini di costo è il riposizionamento dei veicoli: se sono lontani dalle paline bisogna spostarli con gli addetti al servizio. Con l’applicazione possiamo controllare lo stato di carica del mezzo: se al 30% deve essere riposizionato vicino a una colonnina”. Chi se ne occupa? “Abbiamo girato questo aspetto oneroso agli studenti riconoscendo loro 5 minuti omaggio a fronte del servizio di allaccio alla colonnina”, continua Carrese.

Matricole e studenti fuori sede le categorie a cui mira il progetto, precisa Carrese, anche grazie a “20 Ambassador selezionati tra gli studenti di Roma Tre, presenti anche al Maker Faire di Roma (1-3 dicembre) che promuovono il servizio in cambio di minuti gratis”. Indubbi i benefici in termini emissivi, soprattutto considerato che il servizio può essere implementato anche in altre università. “Esiste la rete dei mobility manager universitari coordinati dal mobility manager Arch. Stefania Angelelli dell’Università di Roma Tre (leggi qui l’approfondimento) che conta circa 30 atenei per un totale di 1.500.000 di studenti. Queste figure promuovono lo spostamento sostenibile del personale tecnico-amministrativo, docente e studentesco e siglano accordi con enti terzi che possono essere estesi all’interno del network”. Finora si contano NTV, Trenitalia, Flixbus, moovit.

L’obiettivo è allargare l’area di copertura e il numero di veicoli disponibili, oltre che ottimizzare gli spostamenti da e verso l’ateneo. A marzo è stato presentato il primo lavoro di indagine, promosso dalla rete dei mobility manager universitari, per indagare le abitudini di spostamento e suggerire l’alternativa migliore per ridurre il proprio impatto ambientale: “Su questa scia il Prof. Italo Meloni dell’Università di Cagliari ha sviluppato un software che raccoglie le informazioni sui mezzi di trasporto usati e propone delle alternative cui gli utenti non pensano”.

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