Domani, sabato 7 settembre, si terrà a Villa Erba (Cernobbio) Como Waves – correnti d’acqua”, un evento che declina a 360 gradi il tema dell’acqua e dell’importanza di una gestione sostenibile di questa risorsa.

Ricco il programma della giornata che, coniugando intrattenimento e divulgazione scientifica, vedrà alternarsi spettacoli, musica dal vivo, laboratori creativi, talk, mostre e installazioni interattive rivolte ad adulti e bambini. Tutte iniziative che, sfruttando le potenzialità espressive di diversi linguaggi, permetteranno ai visitatori di cogliere la ricchezza tematica legata all’acqua e la sua centralità per la vita dell’uomo e dell’intero pianeta. Insieme ad Andrea Corti, direttore creativo del progetto, abbiamo approfondito gli obiettivi dell’iniziativa, alla sua prima edizione, e le scelte espressive adottate.

Come l’importanza di un approccio sostenibile all’acqua verrà declinato dall’evento? Qual è il messaggio chiave che volete far passare?

Vogliamo promuovere tra il pubblico una maggiore consapevolezza dell’importanza di gestire l’acqua in modo sostenibile.

In particolare tra i temi al centro dei dibattiti ci sarà il watergrabbing, una questione di cui ora si sente parlare sempre di più. Naturalmente questa è solo una delle problematiche su cui abbiamo voluto accendere i riflettori per far comprende che non dobbiamo dare per scontata la disponibilità d’acqua, ma anzi dobbiamo cercare di promuovere un uso razionale di questa risorsa, evitando gli sprechi.

Un altro argomento interessante che affronteremo è il ruolo dell’innovazione a servizio dell’ambiente. Un intervento sarà infatti dedicato all’utilizzo del grafene nella gestione degli sversamenti di idrocarburi in mare.

In generale ci piaceva l’idea di far arrivare tutti questi input di riflessione a un pubblico vasto di non addetti ai lavori.

Particolare attenzione è stata dedicata i bambini. Quanto è importante parlare alle generazioni più giovani di questi temi?

E’ importantissimo. L’attenzione a un uso responsabile dell’acqua deve partire dai piccoli gesti quotidiani e deve diventare un elemento centrale dell’educazione dei bambini. Solo così possiamo pensare che tra 20, 30 anni, quando le giovani generazioni saranno chiamate a fare delle scelte, sapranno fare la cosa giusta.

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Una scelta che avete fatto a livello espressivo è la commistione di diversi linguaggi (spettacoli, musica, laboratori multimediali, talk con gli esperti). Quali sono le potenzialità di un approccio di questo tipo nella comunicazione dei temi ambientali ?

Fondere intrattenimento e contenuto scientifico risulta vincente, perché coinvolge in modo diretto e globale le persone. I vantaggi risiedono nel fatto che in questo modo è possibile toccare diverse corde nel destinatario del messaggio: da quelle più razionali a quelle più legate all’emotività. In questo modo si riesce a imprimere in maniera più efficace l’importanza della tutela ambientale. Chi, ad esempio, parteciperà all’evento potrà entrare in una stanza dove c’è un’installazione composta da una serie di vasche piene d’acqua. Il visitatore potrà immergere le mani e, attraverso il movimento dell’acqua, potrà far “suonare” la stanza. Partecipare a un’esperienza di questo tipo permette di avvicinare le persone all’acqua, ma anche farle riflettere su questo elemento e sull’importanza di un approccio green.

Al di là di questo evento il tema della sostenibilità ambientale è fondamentale per OLO Creative Farm, ideatore dell’evento,  prodotto da Villa Erba S.p.A. con il contributo del Comune di Cernobbio (main partner dell’iniziativa) e di Intesa Sanpaolo. Abbiamo già realizzato infatti in Toscana un altro progetto, un documentario intitolato “The Genius of a place” che affronta il tema dell’impatto del turismo sull’ambiente. Uno dei momenti più emozionanti legati a questo progetto è stato un’intervista a un vecchio contadino che ci ha spiegato come in passato per recuperare l’acqua per fare la doccia fosse necessario andare a raccoglierla con i secchi al pozzo. Era un’operazione che implicava fatica, ma allo stesso tempo faceva sì che si usasse la quantità di acqua che realmente serviva. Oggi invece non abbiamo problemi di disponibilità di questa risorsa e spesso la diamo per scontata.

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