Un valore pari a 3.600 volte l’area del Circo Massimo. E’ questa l’entità del consumo di suolo che interessa Roma, un dato superiore a 30 mila ettari (23,54%) di cui oltre il 90% non potrà più essere recuperato. A scattare questa fotografia è lo studio realizzato dall’ UO di Statistica – Open Data di Roma Capitale e dall’ISPRA che nel corso del 2018 hanno raccolto una serie di dati nell’ambito di un progetto sviluppato con i volontari del Servizio Civile sul tema del consumo di suolo, con particolare attenzione alle aree a rischio idraulico. Il progetto è stato anche inserito nell’attuale Piano Statistico Nazionale con partner ISPRA ed ISTAT.

I territori più impermeabilizzati

I dati mostrano come la  percentuale  più alta di territorio impermeabilizzato sia situata nei municipi I (74,38%), II (68,42%) e V (63,11%). Numeri inferiori caratterizzano invece il municipio XIV 12,78%. “In linea generale – sottolinea la nota – Roma ha perso terreno a vantaggio di edifici (28% delle aree artificiali), strade (21%) e altre aree impermeabilizzate come parcheggi e piazzali (40%) e molte di queste superfici si trovano in zone sensibili, come aree di pericolosità idraulica o aree vincolate”.

Aree a massima pericolosità idraulica

Altro aspetto rilevato dalla ricerca è il fatto che il consumo di suolo riguardi il 13% delle aree romane a massima pericolosità idraulica. L’estensione è superiore ai 6 mila ettari e nelle aree di massima pericolosità risultano consumati più di 800 ettari, di cui l’82% irreversibilmente. “Complessivamente, nelle aree di pericolosità idraulica, soggette a esondazioni con tempi di ritorno maggiori di 50 anni, il suolo consumato è caratterizzato dal 26% di edifici, il 20% di strade asfaltate e la parte restante da altre aree artificiali come parcheggi, piazzali, campi sportivi ed altro”.

Aree di massima pericolosità legate a canali di bonifica

Lo studio sottolinea inoltre come le aree di massima pericolosità idraulica, legate ai canali di bonifica, siano situate nei Municipi X e XI, che comprendono le zone urbanistiche di Ostia, Acilia, Malafede, Infernetto e Ponte Galeria. L’estensione totale è pari a una superficie di 3.000 ettari, con una popolazione di quasi 58.000 abitanti. “Il suolo consumato in questo contesto supera i 700 ettari con una percentuale di suolo consumato permanente del 90%”.

La mappatura

Lo studio ha portato alla realizzazione di una mappatura del fenomeno del consumo di suolo che ha prodotto, come riporta una nota, “una cartografia di grande dettaglio, unico esempio a livello nazionale, derivante dall’interpretazione di immagini satellitari che rende disponibili dati anche a livello di municipio e zona urbanistica”.

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