CHIUDI X

Unconventional e GNL nella golden age del gas

Dopo i fatti di Fukushima e il rallentamento della strategia nucleare in varie parti del mondo, cosa significa essere nella “golden age” del gas? Quali effetti avranno sul piano economico e infrastrutturale il GNL e il non convenzionale in Europa e nel mondo?

Questi solo alcuni dei quesiti che animano ormai da diverso tempo il dibattito internazionale, ai quali è arrivata un’ultima risposta, in ordine di tempo, con lo studio condotto dal Safe, dal titolo: “Liquefatto e non convenzionale - come cambia il mercato europeo del gas naturale”.

Secondo questa analisi, al 2035 la produzione non convenzionale coprirà circa il 25% di quella totale di gas nel mondo, mentre i volumi di GNL movimentati internazionalmente raggiungeranno 560 miliardi m² al 2020. Se a ciò si somma la stima AIE nello scenario 2035 (rispesa da Safe) secondo cui il gas naturale coprirà il 23% della domanda energetica mondiale e il 30% di quella UE, nonostante l’inevitabile ascesa della competitività tecnologica e di mercato delle fonti rinnovabili, si comprendono meglio gli scenari della “golden age” in atto.

Quello europeo è un mercato in cambiamento - si legge nello studio - e gli aspetti più considerevoli sono il calo della domanda legato alla crisi, unito all’aumento dei flussi – dovuto ai fenomeni unconventional e GNL – che hanno generato un mercato lungo con prezzi spot sugli hub inferiori rispetto a quelli indicizzati nei contratti a lungo termine”.

Proprio sul futuro delle forme di mercato per l’approvvigionamento del gas nel vecchio continente si sono soffermati alcuni protagonisti del settore, interventi nel corso dell’evento Safe organizzato oggi per la presentazione della ricerca. “Mi aspetto che il processo di riorganizzazione dei vari buyer sui contratti di lungo termine abbia un’evoluzione, ad esempio, verso un prezzo del gas in base all’uso finale”, spiega Giorgio Rossetti, direttore EGL Italia, alla luce dell’attuale difficoltà nello scenario Italiano per un costo del gas superiore rispetto agli altri paesi europei.

Secondo Valerio Camerano, amministratore delegato GDF Suez, “occorre procedere verso un bilanciamento tra long e short term in maniera graduale e ragionata”, evitando quindi le spinte al disallineamento da questa forma di contratto, dove possibile, poiché i contratti di lungo termine permettono comunque di assicurare “lo sviluppo infrastrutturale, la sicurezza energetica e il controllo dei prezzi”, data la loro natura di programmabilità nel tempo.

Di scenario ha discusso anche Piero Biscari, direttore Relazioni esterne e Istituzionali Esso Italia, che ha presentato un documento dal titolo: “Gli scenari energetici al 2040”, secondo cui, a quella data, "il gas diverrà la seconda fonte energetica dopo il petrolio".