Presentazione del gasdotto a Bruxelles. Gazprom: le forniture via Ucraina scenderanno del 20%
Oettinger e Miller
La Commissione europea non farà sconti al gasdotto South Stream, che dovrà sottostare alle norme del terzo pacchetto energia e potrà essere considerato favorevolmente solo se le forniture arriveranno anche da soggetti diversi da Gazprom (QE 29/4). Non poteva essere più chiaro il commissario all’Energia Günther Oettinger, che oggi ha ricevuto a Bruxelles per una presentazione del progetto il ministro dell’Energia russo Sergei Shmatko e i vertici delle società impegnate nel South Stream: Alexei Miller (Gazprom), Paolo Scaroni (Eni), Kurt Bock (Basf) e Bruno Lescoeur (Edf).
Oettinger ha assicurato che l’esecutivo comunitario “non imporrà limiti irragionevoli né barriere burocratiche” al South Stream, ma ha ribadito che “supportiamo alcuni progetti più di altri” poiché “la Ue vuole contratti diretti con i produttori del Caspio attraverso nuove rotte di approvvigionamento”. Il gasdotto Eni-Gazprom, insomma, “non è la nostra principale priorità”, tanto più, ha sottolineato il commissario, che “sembra per il momento più un concetto che un progetto concreto: quello che sappiamo è solo che il gas lascerà la Russia, attraverserà il Mar Nero e arriverà in Europa”. Oettinger si è chiesto infatti da dove arriverà il gas e se arriverà via nave o via tubo, se vi saranno ripercussioni sui transiti attraverso l’Ucraina e cosa succederà una volta che il gas sarà arrivato in Europa. Ma l’aspetto che più sta a cuore a Bruxelles è chi trasporterà il gas: “La sola Gazprom o anche altri soggetti?”. In tal senso, il responsabile dell’energia comunitaria ha affermato che se South Stream darà accesso anche ai produttori indipendenti della Russia soddisferà “due criteri essenziali: la diversificazione delle rotte e dei fornitori”.
In ogni caso, ha detto Oettinger, nel percorso all’interno della Ue South Stream dovrà rispettare le norme del mercato interno, vale a dire l’accesso dei terzi all’infrastruttura, la definizione delle tariffe da parte dei regolatori nazionali dei Paesi interessati e la possibilità di invertire il flusso in caso di emergenza. “Gli Stati membri Ue che hanno firmato accordi bilaterali con la Russia in parziale contraddizione con questi principi dovranno rispettare la legislazione comunitaria”, ha concluso Oettinger, secondo il quale una “soluzione equa” potrebbe essere una discussione diretta a livello Ue.
Miller, per parte sua, ha ricordato i progressi compiuti dal progetto, in particolare il completamento degli studi di fattibilità della sezione offshore (per la quale sono già partite le analisi ingegneristiche di dettaglio) e dei tratti in terraferma nei vari Paesi europei coinvolti, che porteranno alla definizione dello studio di fattibilità consolidato nel terzo trimestre 2011. Il numero uno di Gazprom ha inoltre sottolineato che la Russia “è stata negli ultimi 10 anni l’unico partner della Ue ad assumersi i rischi e gli obblighi della costruzione di progetti di trasporto su larga scala” ed è quindi “un partner affidabile” che ha “sempre rispettato gli obblighi contrattuali”.
A margine della presentazione, Miller ha rivelato che “è possibile che uno o più partecipanti si uniscano al South Stream”, precisando che non è escluso l’ingresso di E.ON. “Un simile progetto non può passare inosservato a un grande gruppo energetico”, ha detto il presidente di Gazprom, il quale ha poi calcolato che l’avvio del gasdotto Nord Stream dalla Russia alla Germania comporterà una riduzione del 20% dei volumi di gas attualmente trasportati in Europa attraverso l’Ucraina. Tale riduzione equivale a circa 20 miliardi di mc l’anno e a minori introiti da tariffe di transito per Kiev vicini ai 700 milioni di dollari.
fonte: Quotidiano Energia - Roma, 25 maggio