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Smart Grid, l'Autorità punta sui progetti pilota

 

Tre delibere e diversi milioni di euro a sostegno delle sperimentazioni sulle reti intelligenti. Bortoni (AEEG): “Dobbiamo ottimizzare le risorse disponibili”. La presentazione di Federico Luiso allo Smart Grid International Forum organizzato da Gruppo Italia Energia (Roma, 25-26 giugno)

In un momento in cui l'Italia è attraversata da gravi problematiche a livello internazionale è facile smettere di guardare al futuro e ai progetti innovativi, ma sono convinto che le Smart Grid e le Smart City debbano restare un pensiero centrale per il nostro lavoro. Non possiamo tarparci le ali rimanendo fermi ma abbiamo la necessità di mettere a massimo rendimento le poche risorse che abbiamo a disposizione”. Le parole sono del presidente dell'Autorità per l'Energia, Guido Bortoni, che è intervenuto nel corso della seconda giornata dello Smart Grid International Forum organizzato da Gruppo Italia Energia (Roma, 25-26 giugno).

In un contesto di mercato - ha proseguito - un driver per la remunerazione delle infrastrutture è dato dal criterio di utilità. Si tratta di un approccio che dobbiamo trasferire anche sui progetti 'intelligenti' chiedendoci quali siano le funzioni di utilità che da questi emergono prima di programmarne l'implementazione massiccia a livello di sistema”.
E' dal 2007 che l'Autorità per l'Energia sostiene lo sviluppo delle Smart Grid, a partire dalla delibera n.348/07 con la quale il regolatore riconosceva alle imprese distributrici una maggiorazione del 2% del tasso di remunerazione del capitale investito per progetti sulle reti intelligenti.
Un provvedimenti rafforzato, in seguito, anche dal d.Lgs 28/2011 che ratifica l'iniziativa dell'Autorità: “Ai distributori di energia elettrica che effettuano interventi di ammodernamento secondo i concetti di Smart Grid spetta una maggiorazione della remunerazione del capitale investito per il servizio di distribuzione, limitatamente ai predetti interventi di ammodernamento”.
Dalle Smart Grid - ha spiegato nel corso del suo intervento al Forum Federico Luiso dell'Autorità - attendiamo dei benefici concreti in termini di incremento dell’immissione in rete di energia elettrica da generazione distribuita, a parità di sicurezza, qualità del servizio e sviluppo della rete; un miglioramento della qualità del servizio; l'incremento del livello di sicurezza; la diffusione della gestione attiva della domanda”.
La strada seguita dal regolatore è quella del sostegno ai progetti pilota. Una scelta dettata dalla necessità di trattare casi reali e circoscritti i cui risultati siano pubblici, basati su indicatori di performance e di costo, con una trasparenza nelle regole (dato che le procedure e i criteri di valutazione sono noti in partenza) e che consentano una particolare attenzione alla replicabilità del progetto.
Di qui le due delibere 39/10 e 12/11 nelle quali vengono, rispettivamente, individuati la procedura e i criteri per selezionare i progetti a cui concedere l’incentivo (vedi tabella) e selezionati i suddetti progetti, i quali sono stati avviati nel corso dello scorso anno e dovranno essere terminati entro la fine del 2013.

Numero di punti di connessione di utenze attive coinvolti nel progetto.

Aumento - rispetto alle condizioni precedenti gli interventi per cui si richiede il trattamento incentivante - dell’energia elettrica che è possibile immettere in rete da generazione distribuita, valutato sia in termini assoluti che in rapporto ai consumi delle utenze passive connesse alla medesima rete.
Presenza di requisiti facoltativi, come, ad esempio, di un sistema di acquisizione e controllo per la valutazione dinamica dei flussi sulla rete, di un sistema di comunicazione con i clienti finali per la sperimentazione della demand response, la partecipazione degli impianti di generazione diffusa alla regolazione della tensione ecc
Tempi di attuazione del progetto.
Miglioramento degli indicatori di qualità del servizio (continuità, tensione).
Grado di coinvolgimento diretto di utenti attivi.
Impiego di sistemi di comunicazione finalizzati allo scambio di informazioni tra il gestore della rete di distribuzione e gli utenti della rete che adottino tecniche e protocolli di comunicazione standard, consolidate e trasparenti.

Tab. 1 Requisiti per i progetti pilota secondo la delibera 39/10

I progetti, ha specificato Luiso, integrano anche la mobilità elettrica e i sistemi di accumulo.
Una commissione di esperti nominata dall’Autorità ha valutato i progetti pilota di Smart Grid presentati dalle imprese distributrici, ammettendone 8 al trattamento incentivante (vedi allegato).
Secondo quanto stabilito dal decreto del 2011, l’Autorità ha il compito di provvedere alla definizione delle caratteristiche degli interventi, assicurandosi che vengano rispettati alcuni criteri: le indicazioni delle Regioni territorialmente interessate; la dimensione del progetto di investimento, in termini di utenze attive coinvolte, sistemi di stoccaggio ed effetti sull'efficacia ai fini del ritiro integrale dell'energia da generazione distribuita e fonti rinnovabili; il grado di innovazione del progetto, in termini di capacità di aggregazione delle produzioni distribuite finalizzata alla regolazione di tensione e all'uniformità del diagramma di produzione, di impiego di sistemi avanzati di comunicazione, controllo e gestione; la rapidità di esecuzione ed entrata in esercizio delle opere.
L'errore da evitare, mette in guardia Luiso in conclusione, è la stratificazione dei provvedimenti volti a regolare il settore: “Gli stessi progetti pilota sull'auto elettrica e i sistemi di accumulo hanno delle parziali sovrapposizione con il discorso Smart Grid, quindi da parte dell'Autorità ci dovrà essere molta attenzione a non remunerare due volte la stessa sperimentazione”.

AllegatoDimensione
I progetti ammessi30.74 KB
La presentazione dell'Autorità238.34 KB