Una terra di confine in cui si creano sinergie virtuose tra scienza, arte e tecnologia di ultima generazione. E’ in questo contesto di dialogo interdisciplinare che si collocano due progetti incentrati sulla Foresta di Piegaro in Umbria, di proprietà della Famiglia Margaritelli. Si tratta di due iniziative distinte che, in un caso, riguardano l’utilizzo dell’Iot per raccogliere dati e monitorare lo stato di salute degli alberi, nell’altro, sono inerenti l’adozione di trasduttori per creare una forma di comunicazione bioacustica.

Il progetto Trace

Partiamo dal binomio Iot-monitoraggio degli alberi. Ad affrontare la questione è il progetto TRACE (Tree monitoring to support climate adaptation and mitigation through Pefc certification), uno studio internazionale, nato in collaborazione con PEFC Italia e la Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC), che analizza le condizioni di salute degli alberi mettendole in relazione con il livello di inquinamento ambientale e gli sviluppi del riscaldamento della Terra.

La tecnologia

Per raggiungere questi obiettivi viene impiegato il sistema di ultima generazione Tree Talker basato sull’IoT (Internet of Things) che fornisce  dati su diversi parametri eco-fisiologici delle piante. In particolare, ogni pianta ha sul tronco un dispositivo con dei sensori che trasmettono informazioni relative al quantitativo di acqua che riesce a prendere dal suolo, al suo accrescimento del diametro, alla qualità e al colore del fogliame. Tutte informazioni che consentono di capire se la pianta sta crescendo bene oppure se è affetta da qualche malattia. In questo modo è inoltre possibile avere dati su respirazione, assorbimento del carbonio e dettagli specifici su salute e mortalità della pianta.

La musica degli alberi 

L’altro progetto che vede come protagonista la foresta di Piegaro è incentrato sulla trasformazione del bosco in un originale palcoscenico per un’inedita installazione sonora multisensoriale, realizzata dal Sound Artist Federico Ortica. La cornice in cui si inserisce l’iniziativa è il progetto “Natural Genius” della famiglia Margaritelli, che punta a creare una connessione tra la prospettiva ecosostenibile e quella artistica della foresta coinvolgendo professionisti provenienti da diversi campi artistici.

Resona Trees

Nello specifico la performance di Federico Ortica si intitolata “ResonaTrees” ed è frutto di un percorso di ricerca durato sei mesi che ha trasformato gli alberi della foresta di Piegaro in strumenti con cui produrre una forma di comunicazione bioacustica.  La premessa del progetto è legata al fatto che le piante riescono a captare eventuali variazioni dell’ambiente circostante come, ad esempio, percentuale di umidità, acqua, temperatura, stagione dell’anno, tutti fattori che influiscono sul suono. L’artista è riuscito a catturare il suono della pianta attraverso dei trasduttori applicati sul tronco e sui rami creando affascinanti illusioni acustiche. Una volta registrato, il materiale sonoro primario è stato lavorato elettronicamente e integrato con suoni sintetici. E’ stato realizzato inoltre un video, diventato protagonista di una campagna di Listone Giordano per sottolineare il connubio tra creatività e sostenibilità.

Alberi come “corpi risonanti”

“Il progetto nasce dal mio interesse per le risonanze acustiche di materiali, su cui lavoro ormai da alcuni anni. L’idea parte proprio da questa mia attenta ricerca: in Resonantrees utilizzo gli alberi come corpi risonanti creando una dimensione aumentata del paesaggio naturale”  spiega in una nota  Federico Ortica.  

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