Pelle vegetale da vinaccia: quando l’economia circolare incontra la moda sostenibile

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Moda e sostenibilità nuovamente s’incontrano. Questa volta lo fanno grazie a Wineleather, la pelle 100% vegetale prodotta da fibre e oli contenuti nella vinaccia, materiale residuale derivante dalla spremitura delle uve.

A produrla VEGEA, nata nel gennaio 2016 su iniziativa dell’architetto milanese Gianpiero Tessitore, he ha depositato nel giugno dello stesso anno il brevetto dell’intero processo produttivo.

Nel 2014 ho iniziato ad analizzare le caratteristiche fisiche e meccaniche di diverse fibre vegetali, in collaborazione con alcuni centri di ricerca, per comprendere come trasformarle in materiali ecologici”, ci spiega Tessitore. E’ qui che ha scoperto le proprietà e la duttilità delle fibre contenute nelle bucce e nei semi dell’uva e ha deciso di impiegarle in una pelle sfruttabile nel mondo del fashion e del design, senza escludere possibili applicazioni nel packaging, nell’automotive e in ambito sportivo.

L’utilizzo della vinaccia consente di recuperare un materiale altrimenti “inquinante per la terra e per le falde acquifere” che “i produttori di vino hanno difficoltà a smaltire” e che spesso “finisce negli inceneritori“, spiega Tessitore.

Un chiaro esempio di economia circolare che evita di sprecare quella che in realtà è una risorsa: “Non amo definirlo scarto, lo sarebbe se non si riuscisse a dargli nuova vita”, precisa Tessitore.

Una lavorazione, quella della vinaccia, che non prevede consumo di acqua: “La vinaccia viene fatta essiccare e ciò determina un rilascio importante d’acqua che così com’è non può essere utilizzata”, prosegue Tessitore, “Per questo, stiamo pensando di “studiare un modo per depurarla, filtrarla, e renderla disponibile, ad esempio, per irrigare i campi”. Sul consumo di elettricità, invece, “ci affideremo, per una produzione su più ampia scala, ad aziende già attente a criteri di efficienza e sostenibilità“.

La startup Vegea, che conta due co-fondatori ed è attualmente insediata presso l’incubatore trentino Progetto Manifattura, ha già ottenuto i primi riconoscimenti. “I nostri modelli di arredo saranno usati per allestire l’area vip e la sala stampa del prossimo Vinitaly (9-13 aprile ndr)”, commenta Tessitore. In più, ha ricevuto il primo premio del Global Change Award indetto da H&M, pari a 300.000 euro, che le consentirà di proseguire nella sperimentazione e ottimizzazione del materiale. “L’interesse di questo brand è di innovare i processo di produzione industriale riducendo i costi e non avendo ripercussioni negative sull’ambiente”, ha commentato Tessitore.

Il prossimo obiettivo è quello di siglare nuovi accordi con le più rinomate cantine italiane entro l’estate, per rafforzare l’idea del Made in Italy sostenibile.

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Creare prodotti di qualità con materiale di scarto. In una parola: Uptitude

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Ivonne Carpinelli
Giornalista con la passione per l'ambiente e l'energia lavoro con Gruppo Italia Energia dal 2014. Mi occupo anche di mobilità dolce e alternativa, nuove costruzioni, economia circolare, arte e moda sostenibile. Esperta nella gestione dei social network e nel montaggio video non esco mai senza penna, taccuino e... smartphone.