Veloce come le più potenti vetture di Formula 1 e punto d’incontro tra innovazione e sostenibilità. E’ Fast Charge, monoposto elettrico realizzato dal team della Sapienza in seno al Polo per la mobilità sostenibile di Cisterna di Latina (POMOS), dal 2012 sulle piste della Formula Sae, competizione nata nel 2011 tra le Università di tutto il mondo che si svolge tre giorni dopo la Formula 1 nei circuiti più famosi: Dallara e Silverstone, ad esempio.

Ricerca e innovazione

La vettura vanta un motore da 80 kWp e un pacco batterie al litio di 6,3 kWh che consente un’autonomia in gara di 40 km, su circuiti lunghi di norma 22. Fattori che le assicurano buone prestazioni in termini di peso, con i suoi 230 kg, e di accelerazione: copre lo 0-100 in 3 secondi raggiungendo una velocità di 140 km/h.

Ultimato nel 2013 da un team multidisciplinare costituito da 50 studenti delle facoltà di ingegneria, aerospazio, informatica, design industriale, marketing aziendale e business, ha ricevuto il contributo degli sponsor privati Volkswagen, Enel e Aviorec. Complessivamente è costato 140.000 euro. Al momento si colloca 85mo su una classifica di 138 squadre e guarda al record di 0-100 in 1,5 sec detenuto dal team svizzero della Formula Sae.

Know how e occupazione

Nessuna impresa si è dimostrata interessata all’acquisto del veicolo. Più che il mezzo in sé, attirano le competenze maturate dal gruppo che per la costruzione dell’auto da corsa”, ci spiega Leone Martellucci, docente e ricercatore della Facoltà di Ingegneria dell’Università la Sapienza di Roma. Ogni anno il telaio del veicolo viene rinnovato: il modello del 2018 monta una monoscocca in carbonio che lo renderà più leggero, i kg totali saranno 190: “La scocca è stata progettato dai nostri ragazzi e realizzato da Aviorec. Gli studenti sono poi stati assunti”, prosegue Martellucci. Sì perché “molti ragazzi sono stati scelti da grandi case automobilistiche: questo lavoro li equipara a tecnici con almeno due anni di esperienza lavorativa”.

Guida autonoma ad alte prestazioni

Per aumentare le competenze e coinvolgere studenti specializzati nel settore informatico stiamo lanciando un progetto di veicolo a guida autonoma: quest’anno realizzeremo due vetture, una elettrica col pilota, una senza”, commenta il Professore. Nelle scorse edizioni solo le Università di Germania e Svizzera hanno gareggiato per il primo posto della guida senza conducente. L’anno prossimo per l’Italia è prevista la partecipazione dei team della Sapienza, di Padova e Trento. “Il costo complessivo del mezzo non varierà di molto, al massimo di 3-4 mila euro. Ormai i sensori adoperati per i veicoli a guida autonoma sono impiegati su molte vetture disponibili in commercio. Quello che fa la differenza è il software, lo sviluppo”. La Jaguar, anticipa Martellucci, ha puntato gli occhi sul modello.

Smaltimento e ricarica del pacco batteria

L’ostico step dello smaltimento batteria viene evitato: “La collaborazione con un’azienda del POMOS ci permette di utilizzarle su altri prototipi, come le vetture da città, gli scooter e le moto elettriche – continua Martellucci – Ciò avviene quando registriamo un calo di prestazioni, più veloce rispetto ai mezzi tradizionali, dopo 2-3 anni di utilizzo”.

Il contributo al progetto di Enel, già promotrice della Formula E e del motociclismo elettrico, fa leva sulla chiave del successo di questa competizione: la ricarica rapida. “Abbiamo sperimentato una tecnologia che riduce a 8 minuti i tempi di ricarica. Potrebbero essere 15 per un veicolo stradale, il tempo impiegato oggi per il rifornimento di un’auto a metano. Il nodo sta nell’innalzamento della potenza di ricarica: le batterie soffrono se è troppo elevata”. Fast Charge si è conquistata un posto nell’e-village della Nuvola di Fuksas che sarà allestita durante la tappa romana dell’E-Prix il 14 aprile.

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