Immagazzinare l’energia dalla Terra trasformando le radiazioni infrarosse in eccesso e il calore residuo in elettricità. Il tutto grazie a un’innovativa antenna in grado di captare l’energia sprecata o il calore proveniente dai raggi infrarossi convertendo questi segnali legati a onde magnetiche di quadrilioni di secondi in una carica diretta. E’ quello che ha realizzato un team internazionale di ricercatori che puntano sul tunnelling quantistico, ovvero il fenomeno della meccanica quantistica in cui una particella attraversa una barriera che non poteva sormontare pur non avendo l’energia necessaria per farlo. Secondo gli studiosi le lunghezze d’onda dei raggi infrarossi sono talmente brevi che per poterne usufruire abbiamo bisogno di antenne minuscole. In questo senso il principio del tunnel quantistico potrebbe essere un’opzione percorribile.

La nanoantenna

In particolare gli elettroni possono essere messi in movimento attraverso una piccola barriera mediante un dispositivo di tunnelling trasformando le onde infrarosse in corrente. Gli studiosi hanno realizzato una nanoantenna dotata di due bracci metallici in oro e titanio in grado di generare campi elettrici con un’intensità tale da permettere di sfruttare il fenomeno del tunnelling. In questo modo si è riusciti a catturare in maniera efficace la radiazione infrarossa programmando l’accensione solo quando necessario. La parte più impegnativa è stata la sovrapposizione in nanoscala dei due bracci dell’antenna, che ha richiesto un allineamento molto preciso, tuttavia, combinando trucchi intelligenti con gli strumenti avanzati presso la struttura di nanofabbricazione di KAUST, abbiamo compiuto questo passo”, spiega sul sito Science Alert uno dei ricercatori, Gaurav Jayaswal.

Siamo ancora agli inizi

Sfruttare la porzione infrarossa dello spettro può dare molti vantaggi: questi sistemi potrebbero raccogliere energia 24 ore su 24 a differenza dei normali pannelli solari che invece funzionano solo di giorno in presenza di luce solare. La tecnologia è attualmente nella sua fase embrionale. In futuro potrebbe dare dei risultati interessanti. 

Print Friendly, PDF & Email