Droni acquatici, biosensori e cloud computing: il progetto IntCatch

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Adoperare una flotta di droni acquatici collegati a strumenti analitici e biosensori per monitorare, attraverso un laboratorio mobile, lo stato delle acque dei bacini idrografici. È il progetto IntCatch finanziato nell’ambito della call Water-1b di Horizon 2020 che partirà a luglio 2016 sul sito dimostrativo del Lago di Garda e che potrà segnare un punto di svolta per la gestione delle acque meteoriche e delle acque di scarico che, in Europa, vengono collettate nelle stesse fognature. L’obiettivo dei lavori è, infatti, la replicabilità, come ci spiega il Coordinatore del progetto Francesco Fatone dell’Università di Verona, incontrato in occasione della XXI Iupac Chemrawn Conferenze, svoltasi a Roma dal 6 all’8 aprile. Di seguito la video intervista integrale.

Perchè avete scelto il Lago di Garda?

Siete riusciti ad assicurare la stabilità dei parametri di misura della biosensoristica adottata?

Oltre a rilevare la presenza di macroinquinanti, quali sono i vantaggi che IntCatch potrà apportare alla gestione delle acque reflue e meteoriche?

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Ivonne Carpinelli

Giornalista con la passione per l’ambiente e l’energia lavoro con Gruppo Italia Energia dal 2014. Mi occupo di mobilità dolce e alternativa, nuove costruzioni, economia circolare, arte e moda sostenibile. Esperta nella gestione dei social network e nel montaggio video non esco mai senza penna, taccuino e… smartphone.