Digital EnergyUna trasformazione paragonabile alla comparsa dell’elettricità tra il 1800 e il 1900, che comporta l’introduzione di nuovi modelli di business, nuove professionalità e nuovi modalità di interazione con i clienti. E’ la rivoluzione legata alla digitalizzazione, un tema che coinvolge indistintamente tutti i settori industriali e che le aziende devono affrontare in maniera consapevole comprendendone tutte le implicazioni in termini di competitività. Non fa eccezione il settore energetico dove innumerevoli sono le opportunità legate all’internet of things, soluzioni che rivestono un ruolo chiave, in particolare modo nel settore dell’efficienza energetica.

Alla digital energy e all’importanza della raccolta e della gestione smart dei dati nel comparto è stato dedicato, ieri a Milano, il convegno “Digital Energy, Innovative Solutions and news opportunities” che ha visto confrontarsi sul tema rappresentanti del colosso informatico , di Seaside, realtà del settore dell’innovazione per l’efficienza energetica, e dell’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano.

Gestione smart dei dati e competititvità aziendale

Oggi un nuovo modo di utilizzare i dati sta trasformando il mondo delle aziende in tutti i mercati e a breve una nuova intelligenza basata sui dati, l’intelligenza artificiale, introdurrà un ulteriore elemento di cambiamento”, ha sottolineato Fabio Moioli, Head Consulting & Services di Microsoft Italia.  Ciò rappresenta una grande opportunità, ma può costituire anche un grande rischio, se la sfida non viene colta. Basti pensare che, delle aziende che nel 1955 facevano parte delle Fortune 500 (la lista delle migliori industrie statunitensi stilata dalla rivista Fortune sulla base del fatturato), l’89% oggi non rientra più in quell’elenco, anzi addirittura la maggior parte di loro non esiste più”, ha aggiunto il manager. 

In questo senso ben si comprende come un’efficace valutazione e raccolta dei dati costitiutisca un elemento in grado di discriminare in maniera determinante il successo sul mercato di un’azienda.Questo trend, ha spiegato Moioli, “attualmente sta accelerando sempre più”. “Le aziende – ha aggiunto il manager – scompaiono se non riescono a valorizzare la tecnologia digitale, ma, allo stesso tempo, possono aumentare i loro profitti, anche in modo esponenziale, quando, invece, usano in maniera efficace i dati”.

Un binomio, quello che vede la correlazione tra il successo di un’azienda sul mercato e un uso efficace dei dati, suffragato anche da una recente ricerca dell’Università di Harvard. Dallo studio è emerso, infatti, come ha spiegato l’Head Consulting & Services di Microsoft Italia, che“le aziende di successo utilizzano in media 40 volte di più i dati, rispetto ai loro competitors, sfruttandone le potenzialità nei loro processi e nella loro analisi dei clienti. Queste realtà investono la stessa quantità di denaro in tecnologia dei loro competitors, ma la spendono meglio puntando principalmente su piattaforme cloud”.

Un fondo di investimento per le startup

A riprova dell’alto potenziale del comparto digital anche la partnership di Microsoft con Fondazione Cariplo per la creazione di un fondo di investimento da 100 milioni di euro per il settore delle startup. “Come Microsoft, insieme a Fondazione Cariplo, creeremo un fondo di investimento da 100 milioni di euro per il mercato italiano delle startup, il valore è molto significativo se consideriamo che attualmente gli investimenti in Italia in startup sono circa 200 milioni”, ha spiegato Moioli.

Dietro questa volontà di investire c’è un disegno legato alla creazione di un ecosistema digitale tra le startup e diverse grandi aziende in settori specifici come, solo per fare qualche esempio, il food, il turismo, il fashion e l’energy”, ha concluso il manager.

Tecnologia digitale e settore energetico

Nel mondo dell’energia, ha sottolineato nel suo intervento Federico Frattini professore del Politecnico di Milano e vicedirettore dell’Energy & Strategy Group, “l’analisi dei dati sta abilitando profonde innovazioni nei modelli di business”. I nuovi paradigmi che quest’intersezione tra il mondo del digitale e le filere dell’energia comporta, ha spiegato Frattini, sono legati, in particolare, a tre aspetti: l”evoluzione verso un modello operativo incentrato sui servizi come fonte principale per la creazione di valore economico”, lo “spostamento da un profilo di consumo individuale del cliente finale a una visione di comunità energetica”, e “l’abilitazione di piattaforme in cui si crea valore attraverso la condivisione di dati”.Tuttavia, ha spiegato il professore, le aziende italiane del comparto non hanno ancora messo a fuoco completamente la forza dirompente della rivoluzione digitale, un elemento che impatterà sicuramente in maniera rilevante sulla loro competitività sul mercato.

Nel campo dell’efficienza energetica “il diavolo è nei dettagli”

Sulle potenzialità delle applicazioni della digital energy nel settore dell’efficientamento energetico si è soffermato Paolo Benfenati, amministratore delegato di Seaside, sottolineando come il connubio di queste soluzioni con i software gestionali già presenti nelle aziende permetta un’ottimizzazione dei costi importante. In particolare in questo settore, ha sottolineato il manager “il diavolo è nei dettagli”. Raccogliere in maniera smart i dati, analizzarli in modo esaustivo e rielaborarli per sfruttarne appieno le potenzialità in un’ottica predittiva diventa un elemento in grado di fare la differenza per un’azienda in termini di competitività sul mercato. “Le aziende stanno capendo che questo è un elemento di competitività imprescindibile. Il costo economico, il costo del prodotto ormai impone alle aziende, per cercare di rimanere sui propri mercati, la ricerca del diavolo che sta nel dettaglio e uno di questi è il costo dell’energia”, ha concluso l’ad di Seaside.

A corroborare il ruolo centrale delle soluzioni digital in ambito efficienza anche i dati di un’analisi condotta da Seaside sulle diagnosi energetiche effettuate in 250 aziende nel 2015. Dallo studio emerge come, in media, in realtà con consumi energetici di circa 2 milioni di euro, sia possibile ottenere una riduzione dei consumi energetici fino al 20% grazie a questo tipo di strumenti.

Guarda il servizio video con le interviste a Moioli, Frattini e Benfenati

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