La mobilità alternativa preme l’acceleratore e si diffonde tra le maggiori capitali europee. Un’epidemia contro la quale non ci si vaccina.

Sharing rinnovato in Francia

A dieci anni dal lancio del popolare sistema di bike-sharing cittadino Velib, la città di Parigi svela due nuovi modelli che rimpiazzeranno da gennaio la flotta di noleggio biciclette da 20.000 unità, il 30% delle quali saranno elettriche. Versioni che, si legge in una nota, avranno un’autonomia di 50 km e una velocità massima di 25 km/h.

La gara per gestire il nuovo sistema è stata vinta dal consorzio franco-spagnolo Smovengo, che ha avuto la meglio sull’operatore esistente, il francese JCDecaux.

La novità, conclude la nota, arriva sulla scorta dei progetti privati di bike-sharing di ispirazione cinese che si sono diffusi nell’area della capitale francese, che si differenziano da Velib per la possibilità da parte dei ciclisti di parcheggiare ovunque.

Il nuovo servizio in Spagna

Intanto l’operatore di infrastrutture spagnolo Ferrovial Spain e Renault hanno annunciato il lancio a Madrid di un car-sharing elettrico. La partnership tra le due aziende si chiamerà Zity, partirà a dicembre e prevede una flotta di 500 veicoli. L’AD sarà Javier Mateos.

Auto condivise 100% Made in Russia

Infine in Russia arriva il primo servizio di car-sharing, fornito dall’operatore Carousel, che si serve di sole automobili russe (scelta la Lada Granta), a differenza della “maggior parte dei car-sharing che – sottolinea il fondatore di Carousel Ivan Serebrennikov – usano auto poco costose cinesi o coreane”. L’iniziativa, si legge in una nota, è pensata per Mosca e partirà a dicembre.

 

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