Smart Forest, il progetto trentino per una gestione integrata delle foreste

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Promuovere una gestione integrata e sostenibile delle aree forestali del Trentino Alto-Adige. È l’obiettivo del progetto Smart Forest che vuole “rivisitare i processi gestionali tradizionali, taluni di natura cartacea” e “mettere a sistema le informazioni raccolte dai diversi enti che già si occupano della gestione del bosco”, ci spiega Massimo Barozzi, Direttore tecnico di Trilogis.

Il progetto è stato presentato alla Provincia Autonoma di Trento (PAT) dal Consorzio dei Comuni Trentini (CCT) su iniziativa di 3 imprese locali: Trilogis per l’appunto, Studio 3E e JLBBooks. E punta a rendere i boschi e, più in generale, le montagne un pilastro della green economy partendo dal monitoraggio del cambiamento delle masse legnose consentito dall’uso di “immagini ricavate dai radar degli aerei” che vengono codificate “usando modelli matematici sviluppati da FEM e FBK”, ci spiega Barozzi. Questo è solo un tassello del progetto che è stato realizzato, ma importante: la conoscenza e la disponibilità di informazioni sul volume legnoso, la biomassa e il numero di alberi del bosco permettono di tenere sotto controllo una eventuale deforestazione legale o disboscamento selvaggio. Un’altra iniziativa ha previsto la consegna “alle guardie forestali del Comune di Arco (TN) di tablet per comunicare, in tempo reale, eventuali emergenze sul territorio”.

Al termina di SMART FOREST verrà realizzata una piattaforma standard e open data, che userà e a sua volta metterà a disposizione, dati e geodati, per favorire una maggiore collaborazione tra soggetti pubblici e privati. Una naturale evoluzione nella gestione del patrimonio forestale che aiuterebbe non solo a preservarlo, ma anche ad alimentare un turismo green: “In Trentino Alto Adige siamo naturalmente portati a questa duplice vocazione e promuoviamo, ad esempio, sentieri per chi va a caccia di funghi o in mountain bike”. Nella Val di Rabbi, ad esempio, “con i sistemi di geolocalizzazione vengono inviati dati su contenuti storici, ludici e sentieristici per una mobilità intelligente”, prosegue Barozzo. O ancora l’Altopiano dell’Asiago, così ricco di storia: “Qui i boschi sono ricchi di storia e di informazioni ed erano strategici già ai tempi della guerra”.

Oltre a creare dei modelli smart da esportare in altri Paesi, il progetto vuole promuovere un sistema per l’auditing delle informazioni per l’ottenimento della certificazione forestale, che garantirebbe il perseguimento di determinati requisiti nella gestione boschiva, in modo da avere più trasparenza nei dati e maggior controllo sul prelievo del legno.

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