Riqualificazione energetica e trasporto condiviso: così il Parco Paneveggio Pale di San Martino

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Trasporto collettivo, riqualificazione di strutture all’interno dell’area naturale protetta e modernizzazione del parco attraverso le tecnologie da fonti rinnovabili. L’Ente Parco Paneveggio Pale di San Martino procede lungo lo strada dell’autosufficienza energetica e dell’efficientamento dei consumi. Ce ne parla il Direttore Vittorio Ducoli.

Come promuovete l’uso della mobilità alternativa all’interno del parco?

I parchi e le aree protette hanno come missione istituzionale la corretta gestione delle risorse naturali, il risparmio di energia è compreso. Concretamente abbiamo fatto parecchie cose: da anni promuoviamo il trasporto collettivo e, ogni estate, nel Parco attiviamo dei servizi di bus navetta che permettono di raggiungere i luoghi più suggestivi del Parco senza automobile. Il servizio è ripagato dai ticket dei parcheggi a pagamento posti alla periferia del Parco. Sempre in ottica mobilità sostenibile, da due anni abbiamo allestito tre stazioni per il noleggio delle bici a pedalata assistita.

Produzione di energia da fonti rinnovabili e recupero delle strutture dell’Ente parco: quali le vostre azioni in tal senso?

Per quanto riguarda le rinnovabili il primo lavoro è stato curato dalla direzione che mi ha preceduto. Negli anni Novanta, all’interno del più ampio progetto “Il sentiero etnografico”, in cui si potevano ripercorre i luoghi legati alla gestione tradizionale del territorio, è stata installata una centrale mini idroelettrica di 20 MW in una baita che funge da museo e punto di ristoro. Piccoli quantitativi d’acqua sono presi dalla sorgente rispettandone i flussi vitali, la struttura con la turbina è interrata e la centralina è compatibile e integrata con l’ambiente.

Nell’ambito del sistema idrografico del Vanoi abbiamo recuperato una segheria veneziana ad acqua, costruita nel Cinquecento con tutti i meccanismi in legno e cuoio, che funziona con la classica ruota a mulino di legno. La segheria è stata rimessa in funzione usando l’acqua del torrente e la adoperiamo per fini didattici – d’estate organizziamo delle visite guidate perché si possa osservarne in sicurezza il funzionamento -, e per segare il legno destinato a tavoli, recinti o paletti della segnaletica.

Tre anni fa abbiamo installato due pompe di calore geotermiche nella Villa Welsperg, la tenuta feudale dell’Ottocento che sfruttava una caldaia a gasolio, grazie al fondo di circa 600 mila euro erogato dalla Provincia. All’interno della tenuta abbiamo promosso altri interventi: effettuato l’isolamento a cappotto termico, tagliato i ponti termici per isolare meglio il tetto e installato un piccolo impianto fotovoltaico. Quest’ultimo, adoperato per alimentare anche le pompe di calore, due anni fa è stato collegato al vecchio fienile, oggi adibito a mostre temporanee e convegni, che monta un impianto geotermico. Tutto il complesso di Villa Welsperg è autonomo dal punto di vista energetico: risparmiamo 20 mila litri di gasolio l’anno anche se spendiamo un po’ più di elettricità.

Come recuperate le biomasse prodotte nel parco?

Il Parco è stato tra i promotori della nascita dell’Azienda di produzione elettrica locale, la ACSM, che produce energia da idroelettrico e da biomasse e raccoglie le istituzioni e gli operatori di Primiero. Non recuperiamo le biomasse direttamente come Ente Parco, ma la ACSM è proprietaria di due impianti a biomasse (alimentata al 50% da produzione locale e per l’altro 50% da risorse prelevate in un raggio 40 km) cui sono allacciati l’80’% dei 9000 abitanti di San Martino di Castrozza, nota località turistica ai margini del parco.

Waste management: come promuovete la raccolta consapevole degli scarti tra i visitatori?

Fino a 2 anni fa c’erano delle isole ecologiche all’interno del parco, ma i turisti oggi sono più coscienti e adesso li invitiamo a portare i propri scarti nelle isole dei vicini centri abitati. È un modo per far sentire più coinvolto il turista nel progetto, anche attraverso campagne e depliant promosse da ACSM. La certificazione ISO 14001 la registrazione a EMAS (Eco-Management and Audit Scheme) ci ha aiutati a migliorare la gestione dei rifiuti. Ora non siamo più certificati ma lavoriamo continuamente per ottimizzare le nostre performance.

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Ivonne Carpinelli
Giornalista con la passione per l'ambiente e l'energia lavoro con Gruppo Italia Energia dal 2014. Mi occupo di mobilità dolce e alternativa, nuove costruzioni, economia circolare, arte e moda sostenibile. Esperta nella gestione dei social network e nel montaggio video non esco mai senza penna, taccuino e... smartphone.