Rifiuti elettroniciAumentano i consumi ma anche la raccolta dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) dall’entrata in vigore della Nuova Direttiva Europea sull’Economia Circolare e con il passaggio all’ambito di applicazione “open scope” – secondo le stime dello studio “Industria elettronica: prepararsi al cambiamento per cogliere nuove opportunità di crescita”, presentato oggi a Milano.

Cresce quindi la consapevolezza del valore della materia prima e del suo recupero.

L’impatto sull’economia circolare del recupero

Lo studio, promosso da Remedia – il principale Sistema Collettivo italiano no-profit per la gestione eco-sostenibile dei RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), rifiuti da impianti fotovoltaici, pile e accumulatori – e condotto da IEFE Università Bocconi, valuta la gestione dei rifiuti elettronici in ottica di economia circolare.

A tal fine ha isolato alcuni dati di impatto sulla economia nazionale al raggiungimento dei target di conferimento come:

  • Il risparmio nell’acquisto di materie prime, il cui volume è stato stimato su circa 340-390 milioni tra il 2025 e il 2030, se i target fossero raggiunti;
  • l’impatto occupazionale (fino a 13-15 mila posto di lavoro tra il 2025 e il 2030);
  • le emissioni di gas climalteranti evitato potrebbero arrivare a 2,2-2,5 di tonnellate equivalenti di CO2, tra il 2025 e il 2030.

Un ruolo che può crescere con il passaggio al cosiddetto “open scope”, ossia l’ambito di applicazione aperto all’interno del quale rientreranno tutte quelle apparecchiature elettriche ed elettroniche per le quali non è prevista oggi una esplicita esclusione. Un settore, insomma, tutto da gestire che potrà mettere i produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche di fronte a una serie di sfide e opportunità che Consorzio Remedia – per primo in Italia – ha scelto di analizzare, aprendo un confronto con gli interlocutori più rappresentativi del settore.

“Tra gli obiettivi primari” – ha evidenziato in una nota Danilo BonatoDirettore Generale di Remedia  – “vi sono sicuramente il rafforzamento del modello dei requisiti qualitativi previsti per i sistemi collettivi RAEE, l’effettiva attuazione di un piano di monitoraggio e controllo delle iscrizioni al Registro Nazionale, la consuntivazione dei flussi di RAEE gestiti dai canali che operano in parallelo rispetto ai Sistemi collettivi. Remedia è in prima linea nel supportare in modo semplice ed efficace i produttori che si troveranno ad affrontare quella che possiamo definire come “nuova era” di gestione dei RAEE in Italia”.

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