Progetto Prepair, il bacino padano scende in campo contro l’inquinamento

370

La promozione di stili di vita, di produzione e di consumo più sostenibili nell’area del bacino padano. E’ questo l’obiettivo principale del progetto europeo Prepair (Po Regions Engaged to Policies of Air) che coinvolge 18 partner nazionali e internazionali – tra cui tutte le Regioni del bacino padano – per attuare una strategia volta a contrastare l’inquinamento atmosferico nella zona.  

Il progetto, nell’ambito del quale verrà realizzata una piattaforma permanente per la condivisione dei dati, il monitoraggio e la valutazione della qualità dell’aria nella zona, ha complessivamente a disposizione 17 milioni di euro da investire nell’arco di 7 anni, di cui 10 provenienti dai fondi del Programma europeo Life. 

Le azioni si snodano in quattro diversi ambiti di intervento: trasporti, efficienza energetica, combustione di biomasse e agricoltura. Nel settore agricoltura si punta, ad esempio, a sviluppare uno strumento comune di valutazione delle misure per ridurre le emissioni degli allevamenti, mentre per quanto riguarda le biomasse il focus è la formazione dei professionisti per la progettazione, la manutenzione e il controllo degli impianti di produzione di energia a biomassa. La formazione è anche il perno attorno a cui ruotano le attività per il settore efficienza, mentre in ambito trasporti si mira ad elaborare strumenti comuni per supportare la mobilità pubblica, elettrica e ciclabile, oltre alla gestione razionale delle merci. 

Oltre alla Regione Emilia-Romagna, che svolge il ruolo di capofila, tra i partner del progetto, ci sono Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Provincia di Trento, Agenzie ambientali di Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto, Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia e Agenzia per l’ambiente della Slovenia; i Comuni di Bologna, Torino e Milano; Ervet e Fondazione Lombardia per l’Ambiente. 

L’accordo per il miglioramento della qualità dell’aria nel bacino padano 

L’iniziativa, che si concluderà nel 2024, partirà ufficialmente con il convegno intitolato “Government policies on air quality and climate change”, in programma l’8 e il 9 giugno a Bologna, uno dei tanti eventi collaterali del del G7 Ambiente. In occasione di questa conferenza verrà firmato un nuovo Accordo di programma per l’adozione coordinata e congiunta di misure per il miglioramento della qualità dell’aria nel bacino padano fra il Ministro dell’ambiente e le Regioni Emilia – Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto. L’accordo, si legge in una nota,  “individua azioni specifiche nei settori maggiormente impattanti sulla qualità dell’aria nel bacino padano quali trasporti, combustione di biomasse per uso domestico, agricoltura e zootecnia, con un approccio integrato e coordinato fra le politiche settoriali dei diversi livelli istituzionali e coniugando le esigenze di risanamento della qualità dell’aria con gli obiettivi di più ampia scala legati al cambiamento climatico”.

Insieme a Marco Ottolenghi project di Ervet, la società “in house” della Regione Emilia-Romagna che opera come agenzia di sviluppo territoriale a supporto della Regione e che coordina la comunicazione del progetto Prepair, abbiamo approfondito alcuni aspetti legati all’iniziativa. 

  

Come nasce il progetto?

Il progetto è stato candidato sul programma della Commissione Europea LIife, in cui era prevista la possibilità dei Life integrati che avessero come obiettivo, rispetto ai Life tradizionali, l’integrazione di diverse tematiche e si caratterizzassero per un ordine di grandezza superiore allo standard dei programmi Life rispetto al finanziamento richiesto. La Commissione ha creato  questo nuovo contenitore, i Life integrati, per progetti dai 15 ai 20 milioni di euro di budget complessivo, che trattano più tematiche. Con il gruppo di lavoro che veniva dal primo accordo di qualità dell’aria del bacino padano avviato dal ministero, si è iniziato a lavorare con gli altri partner, le altre Regioni e gli altri enti locali, che facevano parte di quel primo accordo, per capire come sviluppare una progettualità in grado di affrontare i fattori di impatto della qualità dell’aria nel bacino padano, senza tralasciare la necessità di andare ad omogeneizzare un po’ le metodologie e gli standard di rilevazione tra i vari territori. Tutto il sistema delle ARPA, coinvolte nel monitoraggio, aveva infatti già evidenziato l’uso di metodi di rilevazione non omogenei tra le varie regioni.  Il progetto è stato respinto la prima volta, ma non per ragioni legate alla qualità, solo perchè in Europa c’era un’area, in Polonia, che registrava picchi superiori di inquinamento. L’anno scorso è stato quindi finanziato questo progetto, mentre da marzo è attivo Prepair. 

Come si struttura il progetto? 

Il progetto lavora su quattro ambiti tematici: l’agricoltura, l’efficienza energetica, i trasporti e la combustione da biomasse, a questi si aggiunge il tema della valutazione della qualità dell’aria .Questi ambiti tematici vengono sviluppati in maniera trasversale attraverso azioni dimostrative/pilota o azioni di capacity building. Nel primo caso, ovvero quello dei pilota, si procede alla dimostrazione in un ambito territoriale ben circoscritto procedendo poi con azioni di comunicazione per diffondere gli esiti della sperimentazione. Nel secondo caso, quello del capacity building, si promuovono azioni in ambiti tematici in cui sono già consolidate le buone prassi e vengono messe in atto delle attività volte ad aumentare la conoscenza degli strumenti da parte degli addetti ai lavori. 

Il progetto ha un finanziamento di 17 milioni di euro, cofinanziati dalla Commissione Europea per 10 milioni di euro. Il tema dell’integrazione è legato al fatto che il progetto viene finanziato a condizione che si dimostri la mobilitazione, attraverso i fondi strutturali, di ulteriori risorse sugli argomenti su cui lavora il progetto, questa è la peculiarità del LIFE integrato. Ecco perchè, grazie a  un dialogo con le autorità di gestione e con gli enti coinvolti nel progetto – ovvero le Regioni del bacino padano, il Comune di Milano, di Torino e  Bologna – si è dimostrato che, attraverso i fondi strutturali gestiti dai rispettivi enti, vengono mobilitati, sui temi legati direttamente o indirettamente con la questione della qualità dell’aria, ulteriori 850 milioni di euro. 

 

Le iniziative in ambito efficienza energetica 

 

Nello specifico quali iniziative verranno portate avanti in ambito efficienza energia? 

In quest’ambito vengono messe in campo tre azioni specifiche. La prima è quella orientata  a migliorare l’efficienza energetica nel settore industriale attraverso azioni di formazione  e di supporto per aumentare le competenze tecniche del personale, in primis gli energy manager che trattano il tema dell’efficienza nelle PMI. In questo caso si tratta chiaramente di capacity building, ovvero diamo per scontato che gli strumenti sono già abbastanza consolidati e cerchiamo di incrementare le competenze del personale che di fatto deve attivarsi per migliorare l’efficienza. Si realizzeranno, ad esempio, specifici materiali: dalle linee guida tematiche per aumentare l’applicazione di determinate tecniche fino alla realizzazione di un rapporto finale sull’esperienza di training fatta. 

La seconda azione ha, invece, come focus gli edifici, con l’obiettivo di favorire il passaggio  agli NZEB. Qui si punta a creare un’expertise professionale per approcciare il tema sia sul fronte costruzione sia a livello di gestione successiva degli edifici. Verranno raccolti dei casi studio e verranno organizzati workshop e training formativi.  La terza azione, infine, è quella di supporto alle autorità locali per il risparmio energetico nell’edilizia pubblica, compreso il tema del Green Public Procurement. Sono previste delle azioni specifiche per incrementare la diffusione di quei criteri ambientali minimi, quelli di riferimenti per i GPP, sulle categorie di prodotti che hanno ricadute in termini energetici, materiali di costruzione in primis. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Print Friendly, PDF & Email