Nello sviluppo economico del Paese il settore turistico ha un peso notevole, in termini di crescita del territorio, benessere collettivo e nuove opportunità di lavoro locale. Basti pensare che l’indotto prodotto dal comparto raggiunge il 10,3% del PIL (fonte Rapporto sul turismo 2017 Unicredit-Touring club italiano). Il flusso di turisti, però, ha un peso sull’ambiente urbano: si generano maggiori rifiuti, traffico, emissioni acustiche e atmosferiche. Per renderne meno gravoso l’impatto, le Regioni italiane stanno promuovendo una serie di iniziative di respiro europeo in collaborazione, anche, con soggetti privati attivi sul territorio.

Trentino Alto Adige

Le manifestazioni sportive, turistiche e culturali sostenibili in Trentino Alto Adige saranno identificate dal marchio “Eco-Eventi Trentino”. Sarà l’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente (Appa) a definire le modalità per richiedere l’attestazione comprovante la qualità dell’attività promossa. Previsti premi per gli organizzatori più virtuosi.

Valle d’Aosta

Favorire il rispetto del territorio attraverso la vendita di pacchetti turistici per famiglie, gruppi e turisti di ogni età. Accade in Valle d’Aosta dove otto strutture alberghiere di Torgnon hanno incluso nel proprio programma 2018 questi prodotti frutto del progetto “Interreg Alcotra Tourscience-Sviluppo di un ecoturismo sostenibile in Valle d’Aosta e intorno al Monte Bianco”. Conclusa nell’ottobre 2017, l’iniziativa ha visto la partecipazione di due enti di monitoraggio e ricerca ambientale, l’Arpa Valle d’Aosta e il Centro di ricerca sugli ecosistemi di altitudine di Chamonix, e del Comune di Torgnon.

Toscana

Sono quattro le iniziative previste dal progetto europeo Urban-Waste per arginare la produzione di rifiuti in Toscana da parte dei turisti. Nel 2017 solo a Firenze sono state prodotte circa 234.000 tonnellate di rifiuti urbani (dati Alia, gestore servizi ambientali della Toscana Centrale) a fronte di un flusso di 46,3 mln di visitatori in tutta la regione, cui vanno sommati i circa 48 mln che hanno sostato in alloggi non ufficiali e i 3,9 mln per i quali non è stata segnalata la permanenza agli enti competenti (dati IRPET).

La fase operativa del progetto è partita nel capoluogo toscano a maggio con la firma dell’accordo da parte, tra gli altri, di Regione Toscana, Comune di Firenze, Città metropolitana di Firenze, Alia Spa e Publiacqua Spa. Nello specifico prevede:

  1. Promozione di un menù bambino e/o mezze porzioni “Urban Waste” composto da piatti realizzati con scarti di cucina, tra cui il pane raffermo. In più, si spingerà l’uso di doggy bag per portare gi avanzi a casa così da evitare lo spreco nei ristoranti;
  2. Geolocalizzazione delle fontane pubbliche del centro storico di Firenze e degli esercizi che erogano acqua di rete attraverso l’app di progetto. A chi utilizzerà l’applicazione sarà regalata una borraccia con il logo “Florence Urban Water”;
  3. Istruzioni multilingue sulla raccolta differenziata saranno diffuse su molteplici strumenti. In più sarà realizzata la “WasteApp”;
  4. Hotel e attività di catering costituiranno i nodi di una rete solidale con cui favorire la filiera corta ed evitare gli stoccaggi intermedi con il passaggio diretto del cibo raccolto dai donatori ai beneficiari.

L’iniziativa Urban-Waste è finanziata dalla Commissione europea nell’ambito del programma Horizon 2020. A partecipare 11 città pilota: Nizza, Lisbona, Copenhagen, Kavala, Santader, Nicosia, Ponte Delgada, Dubrovnik-Neretva, Tenerife e per l’Italia Siracusa oltre alla sopracitata Firenze.

Applicazione delle certificazioni UE in Friuli, Calabria e Sicilia

Nell’aprile 2016 solo lo 0,14% del totale europeo di servizi di alloggio e campeggi, circa 782, ha ottenuto la certificazione Ecolabel UE. Nello stesso periodo solo lo 0,04% delle strutture alberghiere registrate ha ottenuto la certificazione Emas, pari a 227 (fonte Ispra Ambiente: sfida e opportunità per il turismo 73/2017). Eppure il marchio Ecolabel per la qualità ecologica e il sistema Emas per l’ecogestione e l’audit promossi dall’UE sono due utili strumenti di valutazione e confronto delle performance conseguite, oltre che di risparmio: l’Ecolabel può ridurre la spesa per i costi di gestione fino al 21% (fonte presentazione di Marco Niro sugli esiti studio impatti ambientali, economici e culturali dell’Ecolabel europeo per il turismo 2015 in Trentino).

Tra i maggiori fattori di disincentivazione per l’ottenimento dei marchi UE: l’eccessiva burocratizzazione delle procedure e mole di documenti da consegnare oltre alla mancanza di un adeguato riconoscimento delle iniziative promosse, come incentivi ed agevolazioni.

Il Sistema nazionale di protezione ambientale ha elaborato e reso disponibile delle linee guida per la diffusione delle certificazioni sul territori nazionale. Il Friuli Venezia Giulia concretizzerà il proprio impegno attraverso l’organizzazione di campagne di comunicazione ambientale, di corsi di formazione per il turismo a soggetti pubblici e privati e di eventi di sensibilizzazione al cittadino. La Sicilia detiene un primato importante: seconda regione d’Italia per numero di strutture ricettive certificate Ecolabel UE, che ammontano a 29. L’indagine conoscitiva promossa da Arpa Sicilia ha evidenziato risparmi energetici del 25% per il 35% delle strutture ricettive che hanno risposto al sondaggio e riduzione dei consumi idrici del 20%. Le principali motivazioni che hanno fatto da leva per l’ottenimento delle certificazioni sono state la consapevolezza di agire positivamente a salvaguardia dell’ambiente e la volontà di distinguersi dalle aziende di settore. Nel 2017 l’Emilia Romagna ha registrato una crescita del 6,3% rispetto all’anno precedente per un totale di 57 milioni di presenze. Le informazioni inerenti i marchi europei Ecolabel UE ed Emas sono sia diffuse sul sito aziendale di Arpa Emilia Romagna che contenute nel Report turistico ambientale. In più tante le attività che verranno promosse: l’ArpaER supporterà la definizione degli indicatori di uso della risorsa idrica nell’ambito del progetto Interreg MED 2014-20 CASTWATER (Coastal areas sustainable tourism water management in the Mediterranean) e aiuterà a individuare le poltiiche di sviluppo sostenibile nella tutela del patrimonio naturale per con l’Interreg MED 2014-20 INHERIT (Sustainable tourism strategie sto conserve and valorise the mediterranean coastal and maritime natural heritage). Infine, l’Agenzia collabora con il Servizio regionale di Turismo, commercio e sport per la diffusione degli strumenti di sostenibilità e con l’Università di Bologna Campus di Rimini per diffondere la conoscenza maturata nel settore attraverso tirocini curriculari.

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