Sperimentati a Londra e Aveiro i sensori anti smog frutto dell’alleanza transnazionale EuNetAir

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Sperimentati nel Regno Unito e in Portogolla, i sensori low cost e maneggevoli per la misura della qualità dell’aria cittadina sono frutto del lavoro di 200 ricercatori provenienti da 120 organizzazioni tra università, enti di ricerca e imprese di 28 Paesitransnazionale che fanno parte dell’alleanza transnazionale EuNetAir coordinata dall’Enea.

Le sperimentazioni nel Regno Unito e in Portogallo

Finora i prototipi sono stati testati a Londra, nel Regno Unito, e ad Aveiro, in Portogallo. Fuori e dentro l’aeroporto di Heathrow sono stati posizionati 50 nodi-sensori dall’Università di Cambridge e dall’inglese Alphasense Ltd, entrambe partner del network transnazionale. Ad Aveiro sono stati installati oltre 150 sensori innovativi, da un team di 15 enti, incluso l’ENEA, provenienti da 12 paesi UE, paragonandone le prestazioni con i dispositivi antismog convenzionali. I risultati di quest’ultimo test, pubblicati sulla rivista internazionale Atmospheric Environment, permettono di verificare l’affidabilità dei dispositivi in una situazione reale sfruttando lo standard “Misure indicative della Direttiva europea” (2008/50/EC).

Il progetto internazionale EuNetAir

Parte del programma di collaborazione COST-European cooperation in science and technology, noto strumento comunitario per stimolare la cooperazione tra i ricercatori di tutta Europa, EuNetAir si avvale della collaborazione di: MIT, NASA, JRC, EEA, US EPA, WHO Europe, UNECE, CSIRO, Chinese Academy of Sciences. L’alleanza sfrutta un finanziamento UE di 600 mila euro a fronte di un indotto economico stimato di oltre 150 milioni di euro.

I candidati ideali per misurare l’inquinamento delle nostre città

Dai dispositivi high tech portatili alle reti wirleless per misurare l’inquinamento, dai nano materiali a specifici protocolli di misura, i nuovi sensori “sono economici, dai consumi energetici ridotti, maneggevoli e adatti a un monitoraggio sia in movimento che in punti fissi”, ha commentato in nota stampa Michele Penza, Responsabile Enea del Laboratorio materiali funzionali e tecnologie per applicazioni sostenibili nel centro di ricerche di Brindisi. I prototipi, sottolinea Penza, si presentano come i “candidati ideali per il controllo della qualità dell’aria nelle nostre città”, anche se i partner sono al lavoro per poterne equiparare le prestazioni ai dispositivi più precisi e più costosi, ma meno maneggevoli.

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