Ammonta a oltre 200 milioni di m3 l’aumento del deflusso superficiale prodotto dal consumo di suolo misurato lo scorso anno dal Rapporto 2018 Ispra-SNPA “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici”, presentato a Roma lo scorso 17 luglio. L’incremento del ruscellamento determina costi significativi per la realizzazione di interventi di mitigazione del rischio idraulico tra cui: opere di drenaggio, bacini di laminazione e fognature. Questo è solo uno degli aspetti contenuti nel report, che in generale delinea una ripresa nel 2017 dell’artificializzazione del terreno. Soprattutto nei piccoli comuni, che seguono il processo di metropolizzazione delle aree urbane, e soprattutto nel Nord-Est d’Italia. Un fenomeno che va contrastato, in accordo con quanto richiesto dall’Europa, per il quale manca una legge nazionale (fermatasi all’ok della Camera nella XVII Legislatura).

Le Università, come laboratori di idee, giocano un ruolo fondamentale nella conoscenza del territorio e nell’individuazione di strumenti per il riuso e la rigenerazione urbana. Canale Energia ha intervistato il Prof. Paolo Pileri del Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano a margine del convegno di presentazione del Rapporto.

Quali ritiene siano gli strumenti decisivi per promuovere la rigenerazione urbana?

Quanto pesa l’assenza di una legge nazionale sul consumo di suolo?

Come l’Università conferma il suo ruolo decisivo nel contrasto al trend negativo del 2017?

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