La mobilità è uno dei temi chiave della sostenibilità nel Paese, per questo figure come i mobility manager sono sempre più centrali nella lotta verso una mobilità sostenibile e soprattutto efficace. Ma come sta cambiando il ruolo del mobility manager e come si può agire per migliorare l’efficienza del sistema nel suo complesso?

Su questi temi c’è un tavolo di confronto costante tra i mobility manager nazionali di enti scolastici, universitari e statali come di grandi imprese. La formazione e lo scambio di esperienze è fondamentale in una fase di crescita e sviluppo dei supporti alla mobilità che, mai come oggi, è stata così florida e variegata.
Tecnologie, strumenti social e una tendenza alla interoperabilità tra infrastrutture (treni in sinergia con auto; biciclette con mezzi pubblici) come la crescita della “mobilità condivisa” che sia in sharing (uno stesso mezzo condiviso da più persone)o in pooling (un mezzo che trasporta più persone che condividono un percorso).
Centrali quindi momenti di incontro e di confronto come quelli realizzati dalla rete dei mobility manager a Roma coordinati da Giovanna Martellato mobility manager dell’Ispra (leggi l’intervista su e7 “Tecnologia ai box, alla mobilità serve una guida”).

L’interoperabilità è il prossimo passo verso una mobilità sostenibile

Ma qual è l’approccio di chi si affida a logiche di car pooling o car sharing? E’ possibile pensare “intermodale” cioè essere in grado di ottimizzare più strumenti e mettere in fila una struttura complessa e varia di mezzi con l’obbiettivo di usare il più efficiente all’occorrenza? Sicuramente a tendere sì, a partire dagli stessi mobility manager, ne è sicuro Massimo Ciuffini di Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.

Una visione di struttura urbana in ottica di efficientamento della mobilità è centrale per permettere un concreto passo in avanti della mobilità urbana. Per studiare la rete delle interconnessioni urbane le utility possono rappresentare un‘ ottimo punto di partenza sia per la conoscenza degli snodi energetici sia per la possibilità di ottimizzare la propria rete per accogliere l’intermodalità.

La condivisione dei dati delle infrastrutture e una loro visione in chiave olistica e funzionale è un modo per iniziare a sciogliere il nodo della mobilità cittadina. Ne parliamo con Michele Ieradi, Professional Services Director (CTO) Esri Italia.

Come vivono le Utility l’opportunità e il cambiamento verso una gestione interattiva della rete cittadina?

In questo la tecnologia è presente voi siete riusciti a sviluppare un sistema che valuta anche le informazioni pervenute dai social network…

Il passaggio verso una mobilità più intelligente è quindi culturale per utenti e mobility manager?

Un comparto su cui tutti abbiamo davvero qualcosa da imparare, e perché no, anche un settore che apre nuove opportunità lavorativa a giovani e innovatori. E’ il caso della start up innovativa iGoOn piattaforma di car pooling che ha già trovato in Telecom una prima applicazione. la sua storia raccontata dal ceo Claudio Cimmelli.

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