Biomasse, rinnovabili e formazione ai piccoli: progetti futuri del Parco della Sila

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Il primo riguarda la costituzione di un gruppo di acquisto solidale di pellet. Il secondo prevede la pianificazione integrata delle fonti rinnovabili e la continua formazione rivolta ai bambini. Sono le sfide dell’Ente Parco Nazionale della Sila. Ce ne parla l’Ing. Domenico Cerminara, Responsabile Servizio Pianificazione, Programmazione, Tutela e Sviluppo.

Mobilità sostenibile ed efficienza negli impianti di riscaldamento/raffreddamento delle vostre sedi: quali le azioni promosse?

Nel 2009 abbiamo partecipato al bando “Fonti rinnovabili, risparmio energetico e mobilità sostenibile” promosso dal Ministero dell’Ambiente con cui abbiamo finanziato una serie di interventi. Tra questi, la sostituzione, in 9 edifici, di caldaie a gasolio con impianti a biomasse (in quattro sedi abbiamo optato per le termo stufe a pellet), che ci hanno permesso di ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera. All’interno dello stesso progetto abbiamo stimolato la realizzazione di due pensiline fotovoltaiche da 10 kW, nei comuni di Spezzano Sila e di Pedace, e abbiamo acquistato 12 biciclette a pedalata assistita per completare la parte del progetto sulla mobilità sostenibile. Inoltre, abbiamo elargito contributi a fondo perduto a privati e attività produttive che ricadono all’interno dell’area protetta per realizzare impianti a biomassa da 56 kW di potenza media; solare termico da 2,5 kW/Mq; e fotovoltaico 40 kW.

Consumate energia prodotta da fonti rinnovabili?

Nel 2011, grazie ai fondi di bilancio dell’Ente, stanziati sempre dal MATTM, abbiamo realizzato sei impianti elettrici che utilizzano l’energia solare (mediante la conversione fotovoltaica): uno presso la sede del Parco e cinque nei comandi stazione del Coordinamento Territoriale per l’Ambiente (CTA) per un totale di 25 kW installati, una produzione annua di energia di 16.750 kWh, un risparmio di 12 mila euro in un anno e 9.750 kg di CO2 evitata.

Promuovete corsi di informazione e formazione tra il personale del Parco?

Certamente, abbiamo promosso corsi di formazione rivolti a progettisti, dipendenti pubblici e installatori su: collegamento di impianti fotovoltaici alla rete; mobilità sostenibile; generazione di energia a biomasse; progettazione, realizzazione e accesso agli incentivi per i sistemi solari termici. Abbiamo rilasciato 120 attestati.

E per i cittadini?

Come Ente Parco ci occupiamo di sensibilizzare i cittadini, compresi quelli più piccoli. L’anno scorso abbiamo promosso la giornata ecologica “Il parco amico della natura” per istruire i bambini delle scuole locali sui concetti di rifiuto e raccolta differenziata. Con loro abbiamo ripulito delle aree del Parco.

Come gestite i rifiuti boschivi?

BioPark, il progetto finanziato dalla Comunità europea, ha promosso, all’interno dell’area protetta, la concertazione di piccoli impianti a biomassa alimentati con scarti forestali. L’iniziativa, durata tre anni, ha coinvolto una serie di stakeholder (enti sul territorio, associazioni di categoria, etc) e altri cinque parchi naturali (tra cui quelli di Ungheria, Austria e Slovenia) ed è stato guidato da Legambiente.

Alla fine abbiamo realizzato una piccola rete di distribuzione pubblica all’interno della quale acquistiamo il pellet da una ditta terza e lo usiamo per riscaldare la nostra sede centrale. Ora puntiamo a far nascere un gruppo di acquisto all’interno del parco per il quale cerchiamo un partner che guidi questa iniziativa. L’impatto sociale sarà, sarebbe altissimo: potrebbero nascere piccole industrie che producono pellet a km 0 il quale sarebbe trattato all’interno del Parco e poi venduto. Così si verrebbero a creare nuove opportunità di lavoro. Inoltre, si evitano emissioni in aria di Co2 e creo nuove opportunità per proprietari terrieri, agronomi e agrotecnici.

L’acqua è un bene prezioso, soprattutto per la vita all’interno del parco. Come viene gestita?

Quando viene avanzato un progetto da promuovere all’interno del Parco, valutiamo in base alla legge la sua conformità e rilasciamo o meno l’autorizzazione per la gestione dei bacini idrici e fluviali (fermo restando che l’incarico è della Regione Calabria).

Progetti futuri?

Il primo riguarda la costituzione di un gruppo di acquisto solidale con i privati; il secondo prevede la pianificazione integrata delle fonti rinnovabili e la continua formazione rivolta ai bambini. Con lo sguardo sempre puntato alle fonti di finanziamento per la promozione delle rinnovabili, al programma POR della regione Calabria o ai bandi emanati dalla Commissione UE.

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Ivonne Carpinelli

Giornalista con la passione per l’ambiente e l’energia lavoro con Gruppo Italia Energia dal 2014. Mi occupo di mobilità dolce e alternativa, nuove costruzioni, economia circolare, arte e moda sostenibile. Esperta nella gestione dei social network e nel montaggio video non esco mai senza penna, taccuino e… smartphone.