Studiare soluzioni smart e sostenibili per la governance delle mobilità urbana. E’ questo l’obiettivo dello studio STORM (Strategies TOwaRds a sustainable Mobility), condotto da RSE, che è stato illustrato venerdì 28 settembre a Milano, in occasione di Emob 2018 da Marco Borgarello, responsabile del Gruppo di Ricerca sull’Efficienza Energetica di Ricerca dei Sistemi Eenergetici. Il progetto si è focalizzato su una valutazione dei possibili scenari di evoluzione della mobilità urbana nella città di Milano, tra cui il potenziamento infrastrutturale dell’attuate sistema di trasporto pubblico, l’individuazione di soluzioni per la riduzione della tariffazione dei biglietti per questo tipo di mezzi e la chiusura al traffico.

Le potenzialità del ride sharing

Uno degli scenari più interessanti emersi nel corso dello studio, ha spiegato Borgarello, è stato quello relativo al Ride Sharing (RS) elettrico, una modalità di spostamento che coniuga in maniera proficua una gestione ottimizzata e smart della domanda di mobilità e l’utilizzo di mezzi a basso impatto ambientale.

Come funziona

Come è noto, si tratta di un servizio che permette agli utenti di condividere in maniera occasionale un viaggio a bordo di un veicolo privato (di solito un’automobile). Il driver e il passeggero si mettono d’accordo per fare un tratto di viaggio insieme in un determinato orario, in modo da ottimizzare l’utilizzo della vettura. L’organizzazione avviene tramite app e può essere effettuata anche a ridosso alla partenza. 

Condivisione, sinonimo di sostenibilità e risparmio

Tra i vantaggi di un approccio di questo tipo al viaggio, come si comprende intuitivamente,  ci sono aspetti sia di carattere economico sia di carattere ambientale. Dallo studio di RSE è emerso, infatti, un aumento del coefficiente di occupazione del veicoli con una conseguente riduzione del numero di veicoli privati circolanti (congestione), dei consumi energetici, delle emissioni e dei costi per il guidatore. A ciò si aggiunge inoltre una crescente propensione dei cittadini all’intermodalità e a forme di spostamento a basso impatto ambientale.

Alcuni trend

Dai dati è emersa con forza la relazione di proporzionalità inversa tra la crescita degli aderenti al servizio e la riduzione delle auto in circolazione. Una scenario corroborato anche dai dati relativi alla consumi, che si sono caratterizzati per numeri in calo man mano che la diffusione del servizio cresceva.  In sostanza più sale la “sharebility” del mezzo privato, più, ovviamente, i consumi e l’impatto ambientale calano. 

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