moda sostenibile
La gonna ‘Save the Planet’ di Gentile Catone

Non solo una sfilata di moda, ma un momento di riflessione sull’impatto che i brand del fashion hanno sulla salute del nostro Pianeta. Riassumibile nella gonna ‘Save the planet’ costituita da due panneli per rappresentare: sul davanti, “l’apocalisse in cui tutto è in rovina e la morte può finalmente rilassarsi e bere tè”, e sul di dietro “l’immagine di un Eden per duto e di una natura incontaminata ormai lontani”. Così i giovanissimi creative director Francesco Gentile e Chiara Catone, fondatori del marchio Gentile Catone, ci spiegano l’anima di questo capo, fil rouge di tutte le loro creazioni, realizzato per la tappa romana della Green Fashion Week (6-9 novembre). E’ qui che li abbiamo incontrati e abbiamo approfondito il loro lavoro.

Come nasce l’idea di un brand fashion sostenibile Made in Italy?

Gentile Catone“Gentile Catone” nasce dalla passione per la moda e il bello unitamente all’esigenza di diventare parte attiva nella salvaguardia del Pianeta. Oggi spopola la fast fashion, la moda usa e getta che poggia il suo impero sullo sfruttamento della manodopera, l’inquinamento massiccio e sconsiderato della biosfera e l’appiattimento della creatività. Noi volevamo realizzare una linea che fosse il risultato di uno studio estetico originale, di alta gamma, con tessuti naturali, atossici ed ecosostenibili, dall’impatto ambientale ridotto, e che si avvalesse della competenza di manodopera qualificata e tutelata, veramente quindi Made in Italy.

Quali sono le peculiarità del vostro marchio?

Traiamo ispirazione dal mondo dell’arte e della natura, che reinterpretiamo secondo la nostra personale visione del futuro. Una delle creazioni che più ci ha soddisfatto e che trasmette la nostra idea è un cappottino in piuma foderato in seta, dipinto e ricamato a mano. Il tessuto in piuma è brevettato e unico al mondo: 100% ecologico e tracciabile, con certificazioni OEKO-TEX e RDS, più caldo del poliestere e di un piumino tradizionale, le cui piume sono un sottoprodotto dell’industria alimentare, provenienti da fattorie locali ecosostenibili e che vengono prelevate senza alcuna violenza sugli animali. La seta organica che lo ricopre, arricchita da disegni a mano, con colori atossici per tessuto e ricami, rende il cappotto un capo di pregio, lussuoso ma assolutamente sostenibile.

Qual è il vostro target di riferimento?

Il nostro marchio veste la donna di tutte le età, raffinata ed elegante, ma anche consapevole e determinata, dalla forte sensibilità estetica.

Uso di energia e acqua: quanto impatta sull’ambiente la produzione dei vostri materiali?

Dato che non produciamo tessuti in prima persona, sarebbe difficile per noi calcolare i consumi idrici ed energetici. Ad ogni modo selezioniamo con la massima attenzione quelle aziende che hanno certificazioni importanti e riconosciute come ad esempio GOTS , a basso consumo idrico e che si alimentano attraverso energia rinnovabile.

Progetti futuri?

Abbiamo intenzioni ambiziose. L’anno prossimo abbiamo in programma una sfilata a Detroit per raggiungere il mercato americano e, perché no, la partecipazione a Who is on next, il concorso indetto da Vogue e Altaroma.

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