L’e-mobility non è solo questione di infrastruttura

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La e-car digitalizzata e connessa potrebbe migliorare la qualità di vita dell’utente, fornirgli nuovi servizi e favorire la trasformazione delle città in smart city. In più, potrà avere una valenza importante nel bilanciamento della rete intelligente e nella decarbonizzazione delle città. E potrebbe accrescere la fiducia dei consumatori verso la mobilità, tradita dai continui scandali legati alla manomissione dei motori diesel di alcune delle più grandi case automobilistiche mondiali.

Se ne è parlato stamattina a Roma durante l’evento organizzato da Enel e Fondazione Symbola che hanno presentato lo studio “100 italian e-mobility stories”.

E-mobility le best practice del rapporto Enel-Symbola

Il rapporto mette a rete 100 best practice italiane con l’obiettivo di favorire l’incontro tra gli stakeholder del comparto ed evitare la fuga verso mercati più dinamici e attrattivi. Nell’elenco figurano nomi più e meno conosciuti: da Mancinelli Trasporti ad Assoelettrica, da Route220 a Ducati Energia, da RSE a Landi Renzo, da Legambiente a Magneti Marelli. Soggetti che risentono della mancanza di una politica istituzionale forte e che, dal basso, stanno cercando di far decollare il mercato partendo dall’infrastruttura di ricarica. Come evidenziato da Ermete Realacci, Presidente di Symbola, “esiste un fondo da 50 milioni di euro stanziati in Italia nel 2013 per sviluppare la mobilità elettrica“; ad oggi “solo il 10% di quei fondi è stato impegnato“.

La realizzazione di una rete omogenea nazionale è, dunque, considerato il primo passo per lo sviluppo della e-mobility che, confida l’AD e Direttore generale di Enel Francesco Starace, vivrà un boom delle vendite nei prossimi anni: “È come comprare un vestito più lungo per un bambino che cresce in fretta”, sottolinea, e il costo dell’opera diventa “marginale se si conta di andare in questa direzione”.

Stoccaggio, digitalizzazione e infrastruttura, i nodi per lo sviluppo delle e-car arrivano al pettine

Stoccaggio e digitalizzazione saranno i due capisaldi attorno ai quali ruoterà la strategia dell’azienda, prosegue Starace. Oltre a partecipare a tavoli di coordinamento europei tra distributori, da aprile Enel lancerà “una nuova unità dedicata all’e-mobility per costruire un’alleanza tra gli stakeholder coinvolti” e per concentrarsi su servizi e digitalizzazione. L’obiettivo è di iniziare a installare da aprile 12.000 paline con un investimento di 300 mln di euro (i costi non ricadranno in bolletta, assicura l’AD) e un progetto già illustrato al Ministro dei Trasporti Graziano Delrio. Tra i progetti seguiti dall’Enel anche Eva che, con finanziamenti europei, prevede l’installazione di 180 siti di ricarica nelle stazioni di servizio autostradali. “Procederemo non appena avremo ricevuto le autorizzazioni”, precisa l’AD.

Occorre dunque stimolare la fiducia nel veicolo elettrico per, al contempo, incrementare i margini di guadagno: se guardassimo alle e-car come “batterie su 4 ruote”, “quando ferme potrebbero diventare punti di bilanciamento della rete”, dichiara Starace, precisando che “in Danimarca questo già avviene”.

Al di là dell’infrastrutturazione del Paese, ci sono degli ostacoli all’acquisto e all’uso del veicolo. Innanzitutto l’interoperabilità: non esistono carte per il pagamento della ricarica sfruttabili indistantemente a livello nazionale ed europeo. Ma questo, che è “un problema di software”, precisa l’AD, “dipende dai costruttori”. Bisogna aspettare che gli operatori “diventino più forti”, anche se nemmeno in questo caso sarà scontato: “non c’è interoperabilità nemmeno con le tessere carburanti”.

Poi c’è il fattore prezzo ancora troppo elevato per il veicolo elettrico. Starace, richiamando il “modello fotovoltaico”, confida negli effetti di scala e nel suo veloce abbattimento, in modo da favorire l’inserimento dei mezzi elettrici nelle flotte aziendali (dove l’elettrico arriverà tra 10 anni, ne abbiamo parlato qui). Sempre più frequente è il problema del parcheggio abusivo davanti alle paline, per il quale l’aggiornamento del codice della strada prevede da gennaio multe per coloro che posteggeranno un’auto non elettrica negli spazi riservati alla ricarica. Da non dimenticare il costo della ricarica: il prezzo dell’elettricità alla palina è meno conveniente di quello domestico.

Infine c’è il nodo dello stile di vita. In parte sta cambiando in maniera spontanea – lo sharing va sempre più di moda e i giovani abbandonano l’idea del possesso del veicolo – ma ci sarebbe bisogno di più momenti di confronto tra utility, aziende, rappresentanti istituzionali e associazioni dei consumatori o mobility manager di grandi enti pubblici e privati. In modo da stimolare la domanda che in Italia, ricordiamolo, si ferma a 2.560 e-car vendute, pari allo 0,1% del mercato nazionale.

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Ivonne Carpinelli
Giornalista con la passione per l'ambiente e l'energia lavoro con Gruppo Italia Energia dal 2014. Mi occupo anche di mobilità dolce e alternativa, nuove costruzioni, economia circolare, arte e moda sostenibile. Esperta nella gestione dei social network e nel montaggio video non esco mai senza penna, taccuino e... smartphone.