Dal Tetrapack alla carta e non solo…

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Dal Tetrapack alla carta e non solo. È possibile rigenerare i famosi contenitori per alimenti recuperando anche la plastica e i metalli in esso contenuti. “Circa il 25% del materiale” ci evidenzia Tommaso De Luca, Responsabile Comunicazione Corporate Lucart, tra i principali produttori a livello europeo di carte monolucide e prodotti tissue.

Siamo i soli in Italia a effettuare questo tipo di recupero. La carta dei contenitori per bevande è molto pregiata perché nasce per uso alimentare e non è sbiancata, ha un colore naturale molto simile al color legno degli alberi, ma non c’è solo carta in questi contenitori. La nostra tecnologia ci permette di recuperare l’alluminio e il polietilene traformandolo in un prodotto omogeneo che, dato a società specializzate, viene trasformato in elementi di plastica, riciclabili a loro volta”.

Ne è un caso l’impiego che se ne sta facendo nella città di Venezia dove i famosi pali rossi e bianchi, impiegati per l’ormeggio nautico, sono realizzati dalla Rein srl, produttrice di attrezzature in plastica riciclata per usi in ambienti marini. Oggi nasce anche il primo pontile galleggiante che consente l’accesso alle persone con ridotta mobilità sulle gondole, le imbarcazioni simbolo della città.

La tecnologia” ci spiega sempre De Luca, “nasce da uno studio sinergico realizzato in partnership con Tetrapack Italia. Il prodotto così riciclato in carta è meno impattante di uno interamente tutta cellulosa, mentre per quanto non abbiamo un confronto sui manufatti che vengono realizzati sulla parte plastica, possiamo comunque dire che eliminiamo dalla discarica materiale altrimenti non biodegradibile”.

Un successo che potrebbe migliorare in efficienza su tutto lo stivale: “Per quanto ci attiviamo con i consorzi di recupero, con le municipalizzate, come con lo stesso Tetrapack Italia, per spiegare come riuscire ad ottimizzare il recupero di questi materiali, non siamo molto soddisfatti del sistema di recupero italiano. Tra raccolta ed effettivo riciclo il divario è ancora consistente”. Le regole dei diversi consorzi possono essere molto diverse tra loro. Proprio nell’ottica di divulgazione la Tetrapak Italia ha messo a disposizione un sito internet che spiega come smaltire il materiale a seconda del Comune .

Di cultura sul tema ne va fatta ancora molta soprattutto in merito al metodo migliore per trasferire il materiale con meno contaminanti possibile, la tecnologia senza conoscenza può fare molto poco.

 

 

 

 

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Agnese Cecchini

Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e… buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE e direttore editoriale del Gruppo Italia Energia.