L’edificio del futuro ha la pelle

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Lo Zero Emission Energy Building, realizzato dalla spin-off Thesan, è il prototipo a grandezza naturale che adotta tecnologie sperimentali per massimizzare l’efficienza energetica. Rispettando la direttiva 2010/31/UE del Parlamento e del Consiglio europeo sulla prestazione energetica nell’edilizia, l’edificio rappresenta un modello d’ispirazione per tutto il patrimonio immobiliare che, entro il 2020, dovrà abbattere i propri consumi. Attualmente è in fase di sperimentazione nell’area verde del parco scientifico e tecnologico di Torino. L’intervista a Mario Palazzetti, R&D manager Thesan.

Una facciata intelligente, un sistema controllato di ventilazione e un impianto di illuminazione a Led. Dr. Palazzetti ci spieghi nel dettaglio quali sono gli elementi di innovazione tecnologica dello Zero Emission Energy Building.

Energy Skin, la pelle energetica dell’edificio, è stata realizzata incidendo i pannelli di alluminio spessi 1,6 millimetri con la tecnologia roll-bond, una sorta di serigrafia su superfici ridotte che non compromette il materiale (una versione antecedente di questa tecnologia veniva utilizzata per realizzare gli interni dei frigoriferi). Questa ha permesso, all’interno del materiale, di ricavare delle canaline in cui l’acqua circolante diventa la sorgente della pompa di calore in grado di recuperare l’energia termica dispersa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un’altra innovazione presente nel prototipo è l’Airchanger, il sistema di ventilazione controllata che assicura un corretto ricambio dell’aria agli ambienti. In assenza di un adeguato ricambio d’aria, spesso dovuto all’iper-isolamento termico degli edifici, gli ambienti interni risultano essere più inquinati del 50% rispetto a quelli esterni. La tecnologia, fessura invisibile inserita direttamente all’interno del pannello, ha un sistema di filtrazione modulabile per l’aria esterna (che entra nell’edificio) e consente di eliminare particolato, PM10 e PM2,5, batteri, pollini, funghi e acari. Per il riscaldamento, invece, è stata realizzata una pelle di alluminio interna che ricopre il soffitto e si riscalda attraverso la pompa di calore.

Analogo alla pelle esterna, è un meccanismo più efficace del riscaldamento a pavimento perché il calore irraggiato dall’alto viene percepito di più e meglio dagli abitanti dell’edificio e permette un effettivo risparmio energetico. Inoltre, la pelle interna, come quella esterna, si riscalda molto più velocemente rispetto a un pavimento o un termosifone ed è più salubre per la circolazione sanguigna.

Infine, il soffitto del prototipo è rivestito da uno strato di fonti luminose a Led inserite in canaline di plastica che assicura una migliore distribuzione della luce e un risparmio sulla bolletta dell’elettricità. Abbiamo calcolato che i costi di illuminazione a led si ripagano in circa 8-9 mesi.

Il patrimonio edilizio italiano, ancora in alto mare dal punto di vista della riqualificazione, potrebbe beneficiare di questo sistema per sopperire alle proprie carenze?

Certo, Energy Skin è una sorta di cappotto “attivo” e invisibile per recuperare l’energia termica che si può applicare anche su costruzioni con vincoli storici e artistici perché non entra in conflitto con le finiture esterne di un edificio, ma è installabile come un’intercapedine tra la parte interna e quella esterna.

Queste tecnologie sono in grado di migliorare l’ambiente di lavoro e, di conseguenza, le prestazioni stesse degli operatori?

La funzione della pelle di alluminio è quella di assicurare risparmio energetico e comfort termico all’interno di un edificio. L’Airchanger, inoltre, garantisce una qualità dell’aria migliore e un ambiente più sano per chi vive nell’immobile.

Qual è il ruolo del singolo utente nella conduzione efficiente dell’edificio?

Energy Skin può essere modulato in base alle esigenze degli inquilini, ma ci sono modalità di gestione sofisticata del sistema che sono già codificate e funzionano in maniera automatica. Questo cappotto, abbinato a moduli fotovoltaici che schermano la finestratura rivolta a sud, può essere applicato in ogni singolo piano e gestito dagli utenti attraverso la pompa di calore collocata vicino all’abitazione o all’ufficio.

E quali i costi sostenuti?

Per quanto riguarda la pelle di alluminio, è un prodotto economico: per il rivestimento esterno si aggira tra i 30-35 euro al metro quadrato. Tutto il lavoro, invece, è stato cofinanziato nell’ambito del polo di innovazione Polight gestito dall’Environment Park di Torino.

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Ivonne Carpinelli
Giornalista con la passione per l'ambiente e l'energia lavoro con Gruppo Italia Energia dal 2014. Mi occupo di mobilità dolce e alternativa, nuove costruzioni, economia circolare, arte e moda sostenibile. Esperta nella gestione dei social network e nel montaggio video non esco mai senza penna, taccuino e... smartphone.