Smart meter al telefono, tutti connessi con il 4G

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In futuro gli smart meter parleranno con gli smart phone, o giù di lì. Il modello di trasmissione della informazione per i meter intelligenti, come per il M2M (il dialogo macchina con macchina tipico dell’Internet of things) sta evolvendo verso l’uso della Lte, ne è convinto Eran Eshed socio fondatore di Altair Semiconductor, società specializzata nella fornitura di soluzioni LTE singol mode, incontrato nel corso della European Utility Week 2014.

Siete noti nel mercato per lo sviluppo di prodotti per i consumer market, cosa vi spinge a guardare verso l’Internet of things?

Riteniamo che l’IoT rappresenti un settore dal grande potenziale di crescita sia per l’uso della tecnologia che per la diffusione su diversi mercati. In questo scenario le utility rappresentano uno scenario interessante sia per il grande dinamismo regolatorio che tecnologico. Al momento riteniamo che servano una infrastruttura stabile che permetta la crescita di questo settore.

Ad oggi sono due le tipologie di architettura di collegamento della rete che si stanno impiegando maggiormente: tecnologie collegate al cloud tramite un hub di accesso come ZigBee, Power Line Communications (PLC) o a maglia architetturale come 6LoWPAN e che nella maggior parte dei casi utilizzano la tecnologia cellulare per l’accesso; e l’integrazione di un chip cellulare o di modulo in ogni punto finale di misurazione.

Per la trasmissione cellulare di fatto siamo di fronte ad un cambiamento tecnologico, il Gprs, noto anche come 2G, che possiamo ormai dire sia giunto al termine del suo ciclo di vita tecnologico, la 3G. Quest’ultimo si è dimostrato poco stabile per la trasmissione di alcune tipologie di informazioni, sia per affidabilità che per consumi elevati. Serve quindi pensare ad una alternativa che sia il più possibile già integrata e presente nel mercato con una infrastruttura in parte esistente che permetta di continuare l’inevitabile sviluppo dell’Internet of Things.
La 4G-Lte si presta molto bene a questo scenario. Secondo noi c’è molto da fare su questo settore, come in primis pensare ad un modello low cost di Lte, nessuno ci sta lavorando, e questa è la nostra idea.

La catena del valore nelle utility è totalmente diversa da quella a cui voi siete abituati nel mercato consumer, però decisamente il settore offre diverse sfide. Pensate a possibili interazioni tra gli smart meter e le diverse applicazioni anche nella domotica?
Noi lavoriamo sul lungo raggio. Le soluzioni in home sono già appannaggio di diversi player di settore, mentre noi ci concentriamo sull’accesso delle informazioni sul lungo tratto. Diciamo che nel contesto casalingo questo modo di comunicare rappresenterebbe un di più, mentre se volessimo inserire una video camera per la sicurezza dobbiamo pensare ad una connessione in-cloud in modalità broad-band e lì possiamo intervenire noi.

Di fatto non abbiamo inventato niente, la differenza è che stiamo arrivando prima di altri a questa conclusione e crediamo di poterlo fare meglio di altri e soprattutto contenendo i costi della nostra soluzione. Attualmente state strutturando accordi di partnership con grandi fornitori di servizi? stiamo valutando partner e approcci al mercato, ma di certo contiamo di essere sul mercato con il prodotto pronto entro il prossimo anno.

E’ necessario svolgere una attività di market education, per una corretta diffusione di questa tecnologia e per la strutturazione di una rete. Considerate che molte applicazioni hanno già questo tipo di implementazione, si tratta solo di connetterle e renderle parte di un sistema più grande. Oggi mercati come Giappone, USA o Corea sono interamente coperti di device Lte che possono rappresentare una rete di trasmissione ottimale e diffusa. Stiamo pensando a pochi MW per secondo che colleghi i diversi device.

Attualmente la tecnologia ancora non ha un rapporto costo beneficio sfidante per il target utility, riteniamo che siamo prossimi a un punto di svolta proprio nell’impiego dell’Lte ed è proprio quello su cui stiamo lavorando noi.

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Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE e direttore editoriale del Gruppo Italia Energia.