Bioeconomia, ad aprile protagonista a Cremona con Bioenergy Italy

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La bioeconomia è un settore ad alto potenziale nel nostro Paese che si colloca al terzo posto in Europa per valore di prodotto e che ha molti marigni di sviluppo soprattutto se si prendono in considerazione i comparti dell’agricoltura e dell’industria alimentare. Queste filiere saranno protagoniste a Cremona dal 20 al 22 aprile durante Bioenergy Italy, il salone delle tecnologie nel settore green che insieme al ‘Food Waste Management Conference’ e alla Green Chemistry Conference and exhibition’ permetterà ai vari stakeholders  di confrontarsi sui temi della produzione di energia da fonti rinnovabili, della chimica verde e della gestione dei sottoprodotti dell’industria alimentare. Abbiamo approfondito le tematiche legate al comparto con Antonio Piva, presidente di Cremona Fiere che  ha anticipato a Canaleenergia i temi cardine dell’edizione 2016 della manifestazione.  

 

 La  bioenergia è un settore ad alto potenziale per l’economia italiana. Secondo lei si potrebbe fare qualcosa di più per promuoverlo? 

 Nel mondo c’è sempre più un’attenzione verso forme di produzione che non contaminino l’ambiente naturale, lo vediamo nel cibo, ma lo stesso discorso è valido per l’energia. Tutte le forme di di produzione di energia pulita sono viste in maniera estremamente positiva sia dai consumatori sia dai produttori per i quali costituiscono un’opportunità su cui puntare. L’energia per me costituisce ‘una forma rispettosa di produzione per il pianeta terra’. Ciò significa produrre energia con il fotovoltaico, le biomasse, l’eolico, con rischi zero a livello di inquinamento. Per promuovere questo settore bisogna aprire determinati canali, dare la possibilità a coloro che investono di accedere a contribuzioni oppure a interventi di sostegno per un settore che ha dei costi non competitivi nei confronti del petrolio.La scelta è tra produrre energia con il petrolio o accedere a forme di produzione di energia che sono sì onerose, ma che permettono di arginare la questione dell’inquinamento che ormai da Kyoto in poi abbiamo verificato e certificato. 

 

Quali sono i principali ostacoli che le aziende incontrano nel momento in cui decidono di approcciare questo settore? 

 Gli ostacoli sono essenzialmente quelli di carattere burocratico. Se oggi si fa un bussines plan per un qualsiasi impianto agroenergetico, l’abbiamo visto ad esempio con le biomasse, si intraprende un percorso che magari si riesce a completare solo dopo due anni  con dei parametri che risultano modificati completamente. Bisogna sburocratizzare, accelerare le pratiche, questo è il primo ostacolo. Quanti imprenditori hanno iniziato il percorso e poi hanno dovuto sospenderlo di fronte a cavilli burocratici o blocchi? Oggettivamente se si vuole intraprendere un percorso di questo tipo anche il sistema Italia deve accompagnare gli imprenditori. Un altro aspetto rilevante è poi quello  etico.  Mi viene in mente la polemica legata alla produzione di biogas da trinciato di mais che andrebbe a sprecare un prodotto considerato nobile. Oggi nel mondo c’è una produzione di mais che crea delle eccedenze che mettono il produttore di mais fuori mercato. L’agroenergia è stata un’opportunità per salvare anche determinate produzioni come il grano, il mais da mercati decisamente troppo saturi di questo prodotti.  Questi sono tutti aspetti che hanno condizionato la produzione agroenergetica italiana. Nel business agroenergetico c’è molta confusione, non vedo una concertazione del sistema, non vedo una politica coesa nel gestire quest’opportunità. Abbiamo un know how tecnologico di primo livello, ma alla fine, ci fermiamo davanti a intoppi burocratici. Bisogna, quindi creare una maggiore pianificazione che potrebbe aiutare il sistema a primeggiare nel settore agroenergetico.  

 

Quali saranno le caratteristiche dell’edizione 2016 di Bioenergy e degli altri eventi legati al settore della bioenergia in programma il prossimo aprile?

 

Oltre al discorso agroenergetico andremo a toccare altri apsetti molti dei quali legati alla salvaguardia del territorio. Andremo a toccare la chimica verde con il tema dei diserbanti totalmente biologici prodotti in natura e non invasivi. Prodotti impiegati per cercare di sostituitrre la chimica di sistensi con metodi naturali. (…) Il biometano sarà poi il leit motiv della manifestazione. Il biometano sembra essere una  grande opportunità nonostante ci siano ancora delle criticità legata a quanti non sono vicini a  punti di distribuzione oppure alla produzione e all’immagazzinamento. In ogni caso il tema del biometano sarà l’argomento principe. 

 

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