OMC 2015, il comparto serra le fila sull’efficienza dei processi, sicurezza e sostenibilità

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L’efficienza non è materia solo per le rinnovabili, ma è un fattore trainante dell’economia e all’Off Shore Mediterranean Conference 2015 di Ravenna, 25-27 marzo, ne abbiamo avuto un esempio. Dalle aziende coinvolte, alle compagnie petrolifere, agli stessi Ministeri presenti (per l’Italia il Mise, per l’Egitto, paese gemellato con l’evento, il Petrolio) il messaggio è chiaro: le risorse ci sono, ma non vanno sprecate.

Un mondo, quello del petrolio, che non ha dimenticato  i fasti del passato ma non li può più dare per scontato. Oggi il comparto sa dove sta andando, con la competenza e coscienza di essere a tutt’oggi ancora una potenza economica e strategica primaria, con tutto ciò che questo comporta.

Specchio del settore, l’OMC, ha attirato anche quest’anno un vasto pubblico, i primi dati indentificano circa 16.600 visitatori unici nei primi due giorni, tra operatori del settore nazionale e internazionale e studenti pronti ad affacciarsi e proporsi al mercato del lavoro. Target a cui la fiera ha dedicato un contest specifico in cui sono stati presentati e premiati i migliori lavori.

La Strategia Energetica Nazionale, classe 2013, è stata chiamata in causa più volte in questi giorni, dal Ministero ma anche dall’associazione industriale Assomineraria, e non c’è da stupirsi: d’altronde è l’elemento più completo e recente in materia di energia redatto dal Governo italiano, e che sia proprio il Mise a citarla ci rassicura (Con Franco Terlizzese e Simona Vicari). Il messaggio è chiaro: è vero, lo stato italiano sta riprendendo le fila dopo mesi di incertezza politica e di goverabilità.

Resta agli atti però che per quanto la SEN sia un documento complesso in cui trovano spazio tutte le risorse energetiche, è ancora lontano dall’essere attuato.

Molti anche i richiami alla sicurezza, in vista del prossimo varo della direttiva europea in merito. Al tema è dedicata la sessione di chiusura della tre giorni che vede un focus sul caso di Macondo, ma per cui, assicurano gli operatori, l’Italia è un esempio di best practices internazionale. Argomento a cui ha fatto eco prepotentemente anche il tema dell’occupazione e della preservazione della Italianità come riconosciuta garanzia di ingegneria di qualità.

Il richiamo generale della fiera è quindi verso una nuova concezione di energia, non come mondo isolato a se stesso, ma che può coesistere, e anzi rilanciare, anche altre attività economiche come turismo e sostenibilità. Insomma l’auspicio è passare dal mix energetico a quello economico ben identificato nella localizzazione a Ravenna, città d’arte delle edizioni di questo evento.

Ci auguriamo che il passaggio verso una nuova concezione di energia e, sopratutto del energy mix, abbini bene sul verde petrolio le nuance più green delle rinnovabili e della sostenibilità, ma ciò sarà possibile solo in un reale bilanciamento e integrazione tra le parti in causa e la SEN, da sola non basta.

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Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.