I 5 punti sull’ambiente del Governo

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Con l’anno nuovo è inevitabile tirare le somme e stabilire un target di attività per i diversi settori. Per quanto riguarda l’ambiente questi sono secondo Gianni Chianetta, Let’s Agreen Network, i cinque punti fondamentali da cui il Governo non deve prescindere. Ve li elenco, non hanno un criterio di maggiore o minore importanza, andrebbero affrontati in parallelo.

 

1 Comunicazione e sensibilizzazione sul comportamento ambientale

La consapevolezza dei vantaggi e delle responsabilità nel comportamento e nell’adozione di scelte a favore dell’ambiente, renderebbero molto più efficaci gli sforzi in questo ambito. Gli Italiani hanno comportamenti molto disomogenei a seconda delle aree geografiche, anche rispetto agli altri paesi Europei. Mediamente un cittadino di Trento ha una cultura del green molto più alta rispetto a un cittadino di Napoli. Molti passi avanti si sono fatti negli ultimi decenni, ma occorre investire in una campagna coordinata e mirata che vada a sensibilizzare principalmente i territori più “aridi” dal punto di vista della sensibilità all’ambiente, con l’obiettivo di rendere quanto più uniforme la “cultura del green”. Il Governo Nazionale dovrebbe avviare un comitato ad hoc di esperti e rappresentanti dei governi regionali per creare un programma che preveda non solo strumenti di comunicazione standard ma iniziative che tengano anche conto del substrato culturale dei territori.

 

2 Pianificazione e normative stabili e che coinvolgano il territorio

L’assenza di una vera pianificazione condivisa tra le parti politiche e di lungo periodo che possa essere adottata dai governi che via via si susseguono, oltre al conseguente continuo cambiamento del quadro normativo e regolamentare, è stata la causa di uno stop and go dei mercati green, con una elevata sofferenza economica e occupazionale del comparto, la fuga degli investimenti e cosa ancor più grave lo spreco di denaro pubblico. Occorre che i documenti di pianificazione nazionale come la Strategia Energetica Nazionale, vengano rivisti alla luce delle effettive risorse ed esigenze dei territori, in linea anche con il nuovo sistema distribuito e non più centralizzato di generazione dell’energia. Una grande opportunità è fornita dal Progetto Europeo del Patto dei Sindaci, cui hanno aderito molti comuni Italiani che sono chiamati a individuare delle azioni per l’energia sostenibile in linea con un indirizzo europeo. Sarebbe opportuna una vera azione di coordinamento e valorizzazione di questo importante strumento europeo a livello di Governo Centrale, anche per ridefinire la SEN. 

 

3 Efficienza energetica e idrica

Non si può pensare di pianificare nuovi impianti rinnovabili o per la produzione di acqua senza che ci sia a monte una sensibilizzazione e un vero piano di azione volto al risparmio. Bisognerebbe promuovere le strumentazioni di monitoraggio, affinché il consumatore possa rendersi conto di dove sono gli sprechi e possa prendere i dovuti provvedimenti. Autorevoli istituti di ricerca asseriscono, e non è difficile crederlo, che la consapevolezza di dove sono le perdite modifica il comportamento al punto da ottenere un risparmio anche superiore all’11%. Anche nell’ambito dell’efficienza occorre fare pianificazione e adottare maggiori provvedimenti oltre a quelli già avviati che mirino a incentivare l’utilizzo delle nuove tecnologie a risparmio energetico. Tale incentivo, in un periodo di crisi economica, non può non tenere conto degli aspetti legati al finanziamento. In tal senso, in ambito energetico, occorrerebbe promuovere la diffusione delle Energy Service Company, le quali si fanno carico degli investimenti iniziali a fronte di contratti di acquisto dell’energia di lungo periodo. Un meccanismo analogo potrebbe benissimo essere utilizzato per promuovere gli investimenti privati nell’ambito del comparto dell’acqua dove le nuove tecnologie, soprattutto nell’ambito della dissalazione e depurazione, hanno fatto enormi passi nell’ambito del risparmio. Non si può chiudere questo paragrafo senza incitare le istituzioni preposte a intervenire sulle perdite nella distribuzione dell’acqua che si agirano a livello nazionale al di sopra del 40%.

 

4 Sviluppo delle microgrid intelligenti

Le rinnovabili aprono la strada al nuovo concetto delle microgrid intelligenti, dove gran parte del fabbisogno energetico di un territorio può essere soddisfatto da una produzione locale con impianti di energia rinnovabile. Lo sviluppo vero delle microgrid trasformerebbe l’attuale rete di trasmissione e distribuzione nazionale in sistema di integrazione e back up delle microgrid. In tal senso c’è molto da fare in termini di legislazione e regolamentazione e liberalizzazione delle Reti Interne di Utenza e dei contratti privati tra produttore e consumatori. Non occorrerebbero in tale ambito particolari incentivazioni, se non in particolare nel comparto delle batterie (come del resto sta facendo la Germania) e nelle moderne strumentazioni di gestione intelligente dell’energia.

 

5 Sinergia nel ciclo della green economy, energia, acqua, rifiuti

E’ ormai una teoria sempre più consolidata che la sinergia e l’integrazione tra le macroaree della green economy è ormai una strada da percorrere per ottimizzare gli sforzi, non solo economici. Il costo di produzione tramite dissalazione dell’acqua potabile per esempio ha un costo che dipende per oltre il 40% dal costo dell’energia, e produrre quest’ultima con le rinnovabili porta a un risparmio che arriva al 50%. Analogamente i rifiuti che oggi sono in gran parte un costo possono acquistare un valore se opportunamente selezionati e utilizzati nella produzione di energia. Occorrerebbe istituire dei tavoli di lavoro volti a tale sinergia per avviare meccanismi incentivanti che promuovano l’adozione di soluzioni integrate.

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