Ambiente, donne e salute: in gioco l’indipendenza della scienza

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La Banca Mondiale ha dimostrato che l’inquinamento comporta una riduzione del PIL. Ogni punto di quoziente intellettivo vale 17.000 euro. Perdere annualmente 600.000 punti di QI in Europa per l’esposizione dei bambini al mercurio o 59.300 per l’esposizione a insetticidi o pesticidi già durante la fase dello sviluppo fetale rappresenta un costo economico enorme per la società“.

A parlare è Patrizia Gentilini, di ISDE Italia (Medici per l’ambiente), in un commento raccolto in occasione della giornata di presentazione della campagna di denuncia e mobilitazione “Guardiane della Terra-La salute delle donne è il futuro del Pianeta“.

Il movimento presentato il 14 settembre a Roma con una serie di incontri promuoverà l’informazione incentrata sul legame tra inquinamento – dettato da polveri nell’aria, cattiva gestione e smaltimento rifiuti, inquinamento acqua – e abortività, deformazione feto, episodi tumorali nei ragazzi, infertilità.

Avete siglato delle collaborazione con le ARPA regionali, organi addetti a funzioni di controllo e monitoraggio a supporto delle aziende sanitarie locali?

È possibile quantificare i danni economici derivanti da questi nuovi mali della società?

Le persone hanno coscienza del legame tra donne, salute e ambiente?

Leggi anche Salute e ambiente: la denuncia delle donne

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Ivonne Carpinelli
Giornalista con la passione per l'ambiente e l'energia lavoro con Gruppo Italia Energia dal 2014. Mi occupo anche di mobilità dolce e alternativa, nuove costruzioni, economia circolare, arte e moda sostenibile. Esperta nella gestione dei social network e nel montaggio video non esco mai senza penna, taccuino e... smartphone.