Termoidraulica, da settembre scossa alla filiera

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Il prossimo 26 settembre si applicheranno con identiche modalità e tempistiche in tutta l’Unione Europea l’obbligo di accompagnare i prodotti con un’etichetta energetica e di rispettare nuovi requisiti prestazionali minimi. CanaleEnergia intervista Federico Musazzi, Responsabile di Assotermica.

Quali obblighi verranno estesi agli stati membri dell’UE con l’entrata in vigore dei Regolamenti 811/2013, 812/2013, 813/2013 e 814/2013?

I regolamenti che vanno dall’811/2013 all’814/2013 riguardano l’etichettatura energetica e la progettazione compatibile, rispettivamente per gli apparecchi di riscaldamento degli ambienti e per la produzione di acqua calda sanitaria. La normativa Eco Design prevede requisiti minimi per avere la marcatura CE e per l’immissione degli apparecchi sul mercato europeo e italiano: nel dettaglio si richiede un innalzamento delle prestazioni degli strumenti in termini di efficienza stagionale e di emissioni rumorose. Gli altri due regolamenti per il riscaldamento degli ambienti per la produzione di ACS prevedono un’etichetta energetica di prodotto, strumento che consentirà all’utente finale di identificare la classe energetica dell’apparecchio (dalla G alla A++) e i consumi dell’apparecchio in modo più immediato. Tutte queste misure fanno leva sull’innalzamento della qualità dell’impianto che, all’interno dell’edificio, è responsabile dell’80% dei consumi.

I lavori sono iniziati nel 2007: quali ostacoli avete incontrato nella stesura del testo finale?

C’è stato un iter europeo lungo e sofferto perché, sia all’inizio sia in corso d’opera, sono stati tantissimi i soggetti coinvolti che hanno presentato le proprie idee e posizioni, anche divergenti. Un esempio banale riguarda la metodologia di calcolo adoperata per valutare le prestazioni degli apparecchi: vengono introdotti nuove modalità di elaborazione e parametri che non esistono in nessun altro paese, come il Seasonal Space Efficiency (l’Efficienza Stagionale Globale).

Il compromesso raggiunto negli ultimi anni ha portato alla pubblicazione dei Regolamenti nel 2013; la filiera ha avuto due anni di tempo per attrezzarsi a questo forte cambiamento e sarà costretta ad uniformarsi agli obblighi dal prossimo 26 settembre.

L’etichetta energetica per gli apparecchi termoidraulici si può paragonare a quella già adottata per gli elettrodomestici?

Il concetto è lo stesso: l’etichetta energetica ormai è uno strumento che il consumatore è abituato a sfruttare per confrontare i dispositivi nel momento dell’acquisto. L’obiettivo di queste nuove misure è quello di offrire delle informazioni più chiare all’utente in un settore che presenta notevoli complessità. Ovviamente l’etichetta è uno strumento importante, ma da solo non basta: il ruolo del professionista sarà fondamentale nel consigliare quale apparecchio adottare in sostituzione ad uno più tradizionale. Si prevede, oltre all’etichetta di prodotto, anche quella di sistema: qui fondamentali saranno le logiche di combinazione e ottimizzazione di funzionamento tra più apparecchi.

Dunque pensate di modificare il mix di vendita?

Se è vero che l’adozione dell’etichetta energetica ha provocato la scomparsa sul mercato degli elettrodomestici più dispendiosi, ci auguriamo che lo stesso possa nel settore del termoidraulico. Con la diffusione di caldaie a condensazione, pompe di calore e solare termico e apparecchi ibridi potremo alzare la qualità del mercato. La tecnologia delle caldaie a condensazione, ad esempio, esiste già da anni, ma in Italia registra una bassa penetrazione nel mercato; questo è paradossale perché sulla produzione il Paese ha da sempre avuto un ruolo di leadership in Europa.

Le responsabilità dell’intera filiera cresceranno? Occorrerà, quindi, maggiore formazione per gli addetti ai lavori?

Le responsabilità sono codificate all’interno dei Regolamenti: il costruttore deve immettere sul mercato prodotti conformi ai nuovi requisiti; il distributore ha l’obbligo di mostrare nei punti vendita l’etichetta energetica e di trasferire in maniera corretta le informazioni al cliente; e l’installatore deve assemblare il dispositivo all’interno di un sistema più complesso e diventa responsabile della sua immissione nel mercato. In ogni caso, al di là delle responsabilità dirette, la conoscenza di queste tecnologie che, ad oggi, costituiscono la fetta minoritaria del mercato è fondamentale: per legge gli operatori della filiera si troveranno a gestire prodotti e apparecchi poco diffusi. Per questo la formazione è fondamentale: il progetto Thermo Evolution, nato dalla collaborazione tra ANGAISA, ASSISTAL, ASSOTERMICA e MCE – Mostra Convegno Expocomfort vuole supportare l’intera filiera – che già conosce le singole tecnologie – nella corretta trasmissione di informazioni al cliente finale.

Sarà, quindi, un cambiamento epocale a livello europeo?

Si tratta di un cambiamento unico al mondo per l’Italia e per gli altri Paesi europei: nasceranno nuovi rapporti di filiera e, nell’ambito dell’efficienza energetica, in cui la parte produttiva del Paese è sempre stata presente, ci saranno importanti opportunità di crescita.

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Ivonne Carpinelli
Giornalista con la passione per l'ambiente e l'energia lavoro con Gruppo Italia Energia dal 2014. Mi occupo anche di mobilità dolce e alternativa, nuove costruzioni, economia circolare, arte e moda sostenibile. Esperta nella gestione dei social network e nel montaggio video non esco mai senza penna, taccuino e... smartphone.