Certificazione: conditio sine qua non dell’efficienza

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Quanto il recepimento della direttiva 2012/27/UE sta cambiando il settore e quali sono le dinamiche che si stanno creando all’interno del mercato? Ne parliamo con Michele Santovito, Presidente AssoEGE.

Quali sono le novità previste dal D.Lgs 102 per coloro che si occupano di efficienza energetica?

Il D.Lgs 102, recepimento in Italia della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, ha comportato alcune novità per gli Esperti in Gestione dell’Energia. Innanzitutto, l’art.8 prevede l’obbligatorietà, per alcune tipologie di imprese, di effettuare la diagnosi energetica. In secondo luogo, è previsto che i soggetti utilizzatori finali dell’energia che vogliono sfruttare il meccanismo dei TEE, in maniera autonoma, dovranno rivolgersi ad un Esperto certificato da terzi nominandolo come proprio Energy Manager ai sensi della Legge 10/91. Tali provvedimenti circoscrivono il perimetro d’azione a persone dotate di competenze certificate, determinando un cambio di marcia nel Paese: prima all’Energy Manager non era richiesto il possesso di competenze specifiche, oggi l’EGE deve certificarsi. 

Quali sono stati gli impatti della legge sul mercato?

Dalla fine del 2014 abbiamo registrato due tendenze principali all’interno del mercato: da un lato le aziende che vogliono eseguire diagnosi energetiche hanno già iniziato a rivolgersi a soggetti, sia EGE che ESCO, certificati (anche se l’obbligo partirà da luglio 2016). Dall’altro stiamo assistendo ad un notevole incremento di nuove società che hanno iniziato a fornire servizi di efficienza energetica. Su questo scenario incombono delle minacce: non possiamo rischiare che alla crescita di questi numeri si contrapponga un abbassamento di qualità per servizi e competenze, anche perché i primi a rimetterci sarebbero gli utilizzatori finali rompendo il clima di fiducia tanto utile per chi opera in questo settore data l’elevata complessità della materia.

Nonostante molti Energy Manager facciano leva sul valore dell’esperienza, che spesso colma le lacune della formazione, ora la certificazione diventa indispensabile?

Tipicamente l’efficienza energetica non fa parte del core business delle aziende quindi, per essere credibili verso le imprese, dobbiamo garantire una fornitura di servizi che sia all’altezza delle aspettative. La certificazione delle competenze è un modo per differenziare le esperienze e le capacità della persona acquisite durante lo svolgimento delle proprie mansioni. C’è quindi una differenza chiave tra queste due figure, che in genere si differenzia tra chi gioca in casa e chi deve fornire dei servizi: l’Energy Manager è una figura presente all’interno delle aziende, l’Esperto, invece, è un fornitore di servizi energetici che risponde ai requisiti specifici indicati nella norma UNI CEI 11339 per cui gli è richiesta una visione globale – grazie alle competenze multidisciplinari – nella gestione dell’energia. 

In Italia manca una cultura dell’efficienza: AssoEGE può alimentare la conoscenza in tal senso?

Uno dei tasselli che compone la nostra attività è quello di fare informazione per accelerare il processo di diffusione della cultura efficienza energetica. Proprio per questo motivo e per limitare il rischio di abbassamento del livello di qualità descritto in precedenza è importante intercettare le cattive pratiche, che scorciatoie o poca competenza potrebbero compromettere il processo virtuoso richiesto a chi opera nel nostro mondo.

In Europa si sta diffondendo la figura del facilitator, sportello di consulenza super partes, finanziato dai fondi europei. In Italia, leader internazionale dell’efficientamento, questa figura è assente, ma la vostra associazione potrebbe ricoprire tale ruolo super-partes?

Il cavallo di battaglia di AssoEGE è proprio detenere – e garantire nel tempo – un ruolo super partes: puntiamo a restare “fuori dai giochi” economici per riuscire a garantire i benefici derivanti dagli interventi di efficienza energetica. Mi piace pensare che l’Esperto sia anche un portatore di conoscenze nell’ambito della gestione dell’energia e riesca a mixare le capacità manageriali e decisionali con quelle tecniche. Del resto è la stessa norma che richiede all’EGE competenze trasversali. In questo senso, per l’utente finale l’Esperto diventa  il primo riferimento perché interprete delle varie lingue che si parlano nel mondo della gestione dell’energia.

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Ivonne Carpinelli
Giornalista con la passione per l'ambiente e l'energia lavoro con Gruppo Italia Energia dal 2014. Mi occupo di mobilità dolce e alternativa, nuove costruzioni, economia circolare, arte e moda sostenibile. Esperta nella gestione dei social network e nel montaggio video non esco mai senza penna, taccuino e... smartphone.