A Rosignano la nuova centrale ad alta efficienza energetica di Solvay

Papavero (direttore stabilimento) “L’efficienza della centrale è passata dal 70% al 90 %”. L'impianto consiste in un revamping della precedente centrale Rosen (Engie)

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Un “cuore che funziona bene” ed è in grado di rendere sempre più performante l’intero stabilimento favorendo efficienza e sicurezza. Con questa metafora Davide Papavero, Direttore dello stabilimento Solvay di Rosignano (Livorno), ha descritto la nuova centrale ad alta efficienza energetica (capacità 180 MW) inaugurata ieri dal gruppo e operativa dallo scorso primo gennaio. Si tratta, in particolare, di un progetto di revamping della precedente centrale Rosen (Gruppo Engie) che ha visto l’adozione di soluzioni innovative e altamente performanti tra cui una turbina a gas, realizzata da Ansaldo Energia, e una nuova tubazione per la distribuzione del vapore. Tecnologie che si sono affiancate ad altre componenti rimaste invece invariate (ad es. la sala controllo, la seconda turbina a gas, le torri di raffredddamento ad acqua di mare).  ( Guarda il servizio video in alto) 

Countdown cerimonia inaugurazione centrale

Collaborazione proficua pubblico/privato

L’intera operazione – come ha sottolineato Marco Colatarci, country manager di Solvay Italia durante la conferenza di presentazione dell’impianto – è stata il frutto di una “collaborazione proficua tra pubblico e privato” e ha avuto come obiettivo chiave la competitività del sito, anche attraverso scelte non scontate come quella del gas che consente al gruppo di collocarsi in “una posizione privilegiata” per poter affrontare “ulteriori nuove sfide”.

Una volta scelto il gas – ha spiegato invece Papavero  si è cercato di percorrere la miglior strada possibile: ammodernare il concetto legato alla centrale che era operativa sul sito.  Prima si produceva più elettricità e meno vapore, ora l’impianto è una centrale che produce solo vapore e solo elettricità cogenerata”.

conferenza stampa di presentazione della centrale

La turbina

Un ruolo chiave in questo processo di ammodernamento della struttura è rivestito dalla turbina fornita da Ansaldo Energia. “ Si tratta di una turbina estremamente efficace ed efficiente, il che ci ha permesso di ricostruire questa centrale fino a farla diventare quella che la normativa definisce una centrale ad alto rendimento. L’efficienza della centrale è passata dal 70% al 90 %, ciò si traduce in competitività del sito, ma anche in minore impatto ambientale. Abbiamo ridotto, infatti, non solo le tonnellate di CO2 emesse in valore assoluto (circa 540 mila tonnellate all’anno) – perché produciamo meno corrente pur avendo lo stesso vapore – ma anche la quantità di CO2 che si emette per unità prodotta”.

L’investimento

Il progetto di revamping della centrale ha previsto un investimento di 40 milioni di euro che è stato effettuato dalla società Cogeneration Rosignano Spa – nuova proprietaria degli asset, i cui soci sono: Marubeni, Ansaldo Energia e Solvay. Engie, precedente proprietario di Rosen, fornisce alla centrale di cogenerazione i servizi di gestione e manutenzione per dieci anni.

 centrale Rosignano

Un percorso sinergico con le istituzioni

A rivestire un ruolo chiave nel percorso che ha portato alla realizzazione del progetto sono state anche le istituzioni. Grazie ad accordi con il Ministero dello Sviluppo economico, il Ministero dell’Ambiente, la Regione Toscana, la Provincia di Livorno e il Comune di Rosignano sono stati approvati incentivi e agevolazioni determinanti per garantire competitività al parco industriale di Rosignano. Una collaborazione che – come ha sottolineato il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi presente al dibattito tenutosi nel pomeriggio con il sindaco di Rosignano e i manager di Solvay, Engie e Ansaldo Energia – si è inserita nel terreno fertile di una ”visione comune” in cui si sono integrate competitività e sostenibilità ambientale.

La Toscana è sia la terra delle bellezze artistiche, sia la terra della grande impresa che deve innovarsi e assorbire le nuove tecnologie ed essere competitiva in modo globalizzato”, ha evidenziato il Presidente. 

“La scommessa – ha spiegato Rossi – è rendere compatibile l’industria con l’ambiente innovando sul piano tecnologico e creando un contesto favorevole all’investimento. In questo percorso le istituzioni, mantenendo il loro ruolo di controllo e indirizzo, devono essere a fianco delle imprese che investono”.

Il ruolo chiave dell’innovazione tecnologica

Il tema dell’innovazione tecnologica e dell’integrazione proficua dei due filoni di sviluppo del territorio, turistico da una parte e industriale dall’altra, sono i stati gli assi portanti del dibattito che si è tenuto nella seconda parte della giornata, a cui hanno partecipato – oltre ai manager di Solvay, al presidente Rossi e al sindaco di Rosignano Alessandro Franchi –  anche Laurence Borie Bancel, responsabile Engie gas sud Europa, e Claudio Nucci di Ansaldo Energia. E’ emerso con forza, infatti, come, in un settore energetico in evoluzione, che ha fatto della sostenibilità ambientale un elemento chiave, la sfida sia l’adozione di tecnologie nuove. Una partita che può essere giocata in modo efficace sul piano dell’industria, del territorio e sulle possibili sinergie virtuose derivanti da queste collaborazioni.

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