Comunicazione: il tallone d’Achille dell’efficienza

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Gabriele Cantamessa, nato a Bergamo nel lontano 1969, laureato in Chimica Industriale e con una carriera chimica alle spalle, da 8 anni si occupa di energia. Titolare di Rinnovabili.biz, azienda attiva nell’Efficienza Energetica e nelle Fonti Rinnovabili, ora è anche Energy Manager ed EGE (Esperto in Gestione Energia) certificato ai sensi della norma UNI 11339.

Quali sono le attività di promozione dell’efficienza che portate avanti? Può fornirci un esempio recente?

Nel nostro portafoglio c’è una azienda di casa madre tedesca per la quale è stato realizzato nel 2015 un primo intervento legato alla centrale termica e al sistema di distribuzione. La programmazione del 2016 prevedeva un controllo di building automation e illuminazione, al momento sospesa perché la filiale ha ricevuto troppi e importanti ordini e ha dovuto sospendere anche l’ampliamento della struttura. La programmazione del 2017 prevede interventi strutturali degli edifici e nell’unità di trattamento dell’aria.

Nello specifico, quali vantaggi effettivi ha registrato l’azienda?

Il cliente ha sostituito il generatore di calore con una caldaia a condensazione. La scelta è ricaduta su questa tecnologia, e non sulla pompa di calore, perché il committente non dispone di una fornitura in media tensione e possiede un sistema di emissione parecchio datato. Purtroppo, però, l’azienda non risparmierà: il precedente generatore era per buona parte fuori uso, con dei disservizi notevoli all’utenza (personale che entrava nei reparti produttivi con temperature stimate inferiori ai 5°C nei giorni più freddi). Nel caso in cui la caldaia nell’anno termico 2014/2015 avesse funzionato a regime, il risparmio sarebbe stato fra il 32 ed il 38% a causa del basso rendimento della caldaia precedente.

Quale tipologia di finanziamento proponete a chi vuole fare efficienza?

Finora non abbiamo mai utilizzato fondi europei, ma solo forme di finanziamento FTT (Finanziamento tramite terzi) con cui troviamo i partner finanziari. Nell’esempio fatto in precedenza, il committente ha deciso che “io pago, io risparmio”. Esistono però soluzioni diverse: per un altro committente, una RSA, abbiamo proposto una soluzione di cogenerazione con un contratto di EPC (Energy performance contract) tale per cui noi sosteniamo l’investimento e, sul risparmio misurato e consuntivato, emettiamo una fattura pari all’80% del risparmio e del 20% degli incentivi di Titoli di efficienza energetica. In questo modo la RSA ha un flusso di cassa sempre positivo, basso per i primi 7 anni di nostra gestione diretta, totale dopo che viene rilasciato il cogeneratore in gestione al committente.

Ritiene che gli strumenti incentivanti a disposizione siano rispondenti ai singoli casi?

Gli interventi per l’efficienza energetica sono molti, ne cito solo alcuni: motori ad alto rendimento, inverter, rifasamento, cogenerazione, trigenerazione, building automation, cappotto e UTA ad alto rendimento. Poi ci sono quelli più conosciuti: LED, fotovoltaico, caldaia a condensazione e solare termico. Gli strumenti incentivanti in alcuni casi sono adeguati, in altri meno, ma la cosa più importante secondo noi è capire quali sono le tecnologie sostenibili anche senza gli incentivi. Solo un Energy Manager conosce le potenzialità adatte alla propria azienda.

Il quadro normativo in tema di efficienza energetica è secondo lei chiaro e completo?

I tavoli tecnici hanno proposto buone soluzioni a situazioni confuse, ma il panorama è di gran lunga migliorabile. Il quadro normativo viene spesso stravolto dalla politica e i tavoli tecnici non riescono a rimediare. Il caso più eclatante e più noto tocca il fotovoltaico: prima la successione dal 2006 al 2013 di cinque decreti ministeriali che hanno cambiato le carte in tavola, poi l’introduzione della detrazione fiscale al 50% (appannaggio solo del civile) e dello “spalmaincentivi” e la riduzione di quasi il 60% della tariffa di ritiro minima garantita (in crescita del 2-3% all’anno da quasi un decennio). Se fossi un investitore sceglierei altri lidi.
Speriamo che il Presidente del Consiglio rispetti quanto dichiarato: la volontà di destinare alle rinnovabili 400M€ all’anno per i prossimi 20 anni. Una cifra che in realtà è piuttosto scarsa, in senso assoluto, ma che determina un panorama stabile per la programmazione degli investimenti.

Studiare da Esperto in Gestione dell’Energia: quanto conta la formazione?

La formazione è sempre utile, ma l’Esperto in Gestione dell’Energia nasce sul campo, confrontandosi con le persone, con i colleghi, con le tecnologie e deve essere curioso. Se posso permettermi una stima, un corso aiuta al 20-30%, offre una buona base da cui partire. Il resto va fatto sul campo.

Oggi più di ieri i decisori aziendali si mostrano sensibili all’uso razionale dell’energia?

Si, ma la strada è ancora lunghissima. Innanzitutto, il management pensa che l’Energy Manager sia un costo, un consulente come un altro, e ignora l’obbligo di nomina (secondo la FIRE, moltissimi lo disattendono). In secondo luogo, bisogna smettere di pensare che l’efficienza energetica rimanda solo al fotovoltaico, messaggio che sembra passato negli scorsi anni. Infine, la norma ISO 50001 è l’unica della famiglia ISO che si “autosostiene”, ovvero il cui costo è molto inferiore ai risparmi che essa può generare, e l’Energy Manager ne è propositore.
L’ostacolo più importante che dovrebbe essere affrontato dal Governo è quello comunicativo: bisogna far passare il messaggio che ci sono strumenti finanziari diversi dall’incentivo, che le tecnologie applicabili sono molte, che le aziende possono abbattere i costi energetici in modo significativo aumentando la propria competitività sul mercato internazionale e che il settore civile può risparmiare molto. Una comunicazione che deve essere fatta in modo seriale: utilizzando campagne di divulgazione dalle scuole ai giornali alle televisioni. Un’azione che permetterebbe di risparmiare molte risorse del nostro Pianeta e anche risorse finanziarie, che potrebbero essere spese in altro modo, a tutti i livelli.

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Ivonne Carpinelli
Giornalista con la passione per l'ambiente e l'energia lavoro con Gruppo Italia Energia dal 2014. Mi occupo anche di mobilità dolce e alternativa, nuove costruzioni, economia circolare, arte e moda sostenibile. Esperta nella gestione dei social network e nel montaggio video non esco mai senza penna, taccuino e... smartphone.