immagine presa dall’account Instagram del progetto

Un vero e proprio laboratorio galleggiante per il riciclo della plastica. Potrebbe essere definito così la barca di 25 metri denominata Ulisse, che nell’ambito del progetto Plastic Odisseycompirà un viaggio durante il quale riciclerà la plastica per poi trasformarla in carburante liquido con cui si autoalimenterà. La partenza è prevista per il 2020, data in cui l’imbarcazione partirà per un tour mondiale di tre anni toccando le coste più inquinate  dell’Africa, del Sud America e dell’Asia.

La genesi del progetto

A ideare il progetto è stato Simon Bernard che a partire dal 2016 ha deciso di realizzare soluzioni per il riciclo della plastica accessibili a tutti e prive di brevetti. A supportarlo prima l’amico Alexandre Dechelotte, poi un team di ingegneri e designer con cui ha realizzato l’iniziativa.

Oggetti riciclati e carburante dalla plastica

Le modalità con cui quest’innovativa imbarcazione contrasterà il problema dell’inquinamento da plastica sono due. In ogni sua tappa verrà organizzata una raccolta di rifiuti plastici che verranno collocati in riva al mare. Questi rifiuti in parte saranno  trasformati a bordo in nuovi oggetti, in parte verranno utilizzati per produrre il carburante della nave. 

Come verrà prodotto il carburante

Il procedimento per la produzione di carburante da rifiuti plastici si basa sul concetto di pirolisi della plastica. Si fa riscaldare questo materiale fino a raggiungere uno stato fluido e viscoso. Successivamente si eleva la temperatura a 400 gradi in un ambiente privo di ossigeno favorendo la trasformazione in vapore acqueo e allo stesso tempo evitando che la plastica bruci. In questo modo le molecole si depolimerizzano ed evaporano sottoforma di molecole più piccole. Per ottenere il combustibile liquido bisogna sottoporre questo vapore a distillazione raffreddandolo. Da 1 kg di plastica si ottiene circa 1 litro di carburante. 

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